Fisac Cgil e Rsa BML tornano sul tema banca del Monte di Lucca, chiedendo chiarezza e un progetto diverso, che possa permettere alla banca di mantenere la propria identità e il proprio impegno costante sul territorio della lucchesia, alta la preoccupazione anche per i livello occupazionali, che potrebbero essere toccati dall'aggregazione delle due banche.
"Dall'annuncio di accordo di aggregazione fra il Gruppo Carige e BPER del 14 febbraio 2022 la stampa ha riportato varie dichiarazioni sulla difesa della territorialità di Banca Carige, sull'importanza per la città di Genova e per la regione Liguria della banca storicamente più capillare, fino alle dichiarazioni del governatore della Liguria Toti e del sindaco di Genova Bucci in difesa dei posti di lavoro e del ruolo della banca per il tessuto economico della regione" affermano Fisac Cgil e Rsa BML in una nota.
"Nulla invece è stato detto sul futuro della Banca del Monte di Lucca, fondata nel 1489 e una delle banche più antiche attualmente esistenti - fanno notare i gruppi sindacali -. Rimasta l’unico istituto di credito lucchese, è dal 2001 posseduta per il 30% dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e per il restante 70% da Banca Carige."
"Il progetto BPER prevede la fusione per incorporazione della Carige e della BML - continuano - ma non della Banca Cesare Ponti di Milano, anch'essa Gruppo Carige. Attualmente lavorano in BML 106 persone, di cui 12 in direzione generale e il resto nella rete di agenzie."
"Essere fusa in BPER e perdere la propria identità comporterà conseguenze negative per la nostra città: in prospettiva perdita di posti di lavoro e professionalità nelle strutture di sede, una catena di comando più lunga che arriva fino a Modena (sede di BPER), perdere la direzione generale e il consiglio di amministrazione che indirizzano l'attività della banca sul territorio. I clienti privati e imprese non avranno più una interlocuzione locale."
"La nostra città ha già perso la Cassa di Risparmio di Lucca - ricordano i sindacati - ormai fusa nel Banco BPM: basta affacciarsi al Centro CRL di Guamo per rendersi conto di quanti posti di lavoro sono venuti meno. Il sindacato ritiene che anche il nostro territorio dovrebbe esprimersi, come è avvenuto in Liguria."
"Cosa pensano il sindaco di Lucca - chiede Fisac Cgil - il presidente della provincia, le associazioni artigiane, commercianti e industriali? Come vedono il futuro della Banca del Monte di Lucca la Fondazioni BML e la Fondazione CRL, che con la loro attuale partecipazione possono impedire la fusione? Cosa pensano i lucchesi del futuro del patrimonio artistico conservato nel palazzo della sede di Piazza San Martino? Quando il Banco di Lucca è entrato nell'orbita della CR Ravenna è stata mantenuta l’identità della banca: è pensabile fare lo stesso per la BML?"
"Il presidente della CR Ravenna è Antonio Patuanelli Presidente dell'ABI - Associazione Bancaria Italiana - ed il modello che egli ha proposto nel gruppo che presiede non si conforma alla comune idea che "grande è meglio".
Ma anche il Banco di Sardegna è riuscito a rimanere come entità sul territorio, senza essere incorporato e fuso."
"Forse, allora, non è così impensabile che possa sopravvivere un istituto come BML, una ricchezza per la città, che sostiene l'economia lucchese da più di 500 anni e che ha accompagnato persone e imprese in questi difficili anni segnati dalla pandemia con la diligenza e la professionalità dei suoi dipendenti sempre pronti ad aiutare la realizzazione dei progetti di famiglie e aziende - si conclude la nota -. Il silenzio intorno al destino della BML è insopportabilmente assordante."