Anno XI 
Giovedì 1 Maggio 2025
- GIORNALE NON VACCINATO

Scritto da Redazione
Politica
26 Marzo 2021

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La segreteria provinciale della CGIL interviene con una nota in merito al dibattito sul progetto di ristrutturazione della ex manifattura tabacchi di Lucca.

"Il progetto di ristrutturazione del complesso immobiliare sede della ex manifattura tabacchi di Lucca, proposto da Comune di Lucca e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ha acceso un forte dibattito in città - esordisce -. Le critiche più forti sostengono che il comune stia operando una svendita del patrimonio pubblico ed un depauperamento della zona, anche per il futuro".

"Si tratta certo di un’operazione complessa e di lungo respiro - afferma -, non facile da valutare in tutte le sue ricadute nel lungo periodo".

"Come dato di fatto - continua - dobbiamo comunque avere presente che stiamo parlando di un notevole complesso immobiliare ubicato nella zona occidentale del centro storico, a ridosso delle mura urbane, che ha rivestito una grande importanza nella storia della città e dei lucchesi, ma che si trova ormai da molti anni, in uno stato di abbandono e forte degrado".

"Ad oggi - afferma la segreteria - sono stati vani i vari tentativi di alienazione da parte del Comune; anche l’ultima asta per la vendita dell’immobile ad oltre 5/mln di euro che non ha trovato acquirenti. L’attuale valorizzazione a 3,2/mln di euro, pur essendo riduttiva e prudente, rischierebbe di non trovare acquirenti disponibili e immediati poiché, certamente, il ripristino della struttura richiede una destinazione d’uso coerente con la visione urbanistica, economica e del tessuto sociale della città e richiede ingenti risorse finanziarie che non sono certo nella disponibilità dell’ente pubblico".

"Una strada perseguibile - sottolinea - potrebbe essere a tal proposito l’utilizzo di finanziamenti pubblici previsti per i progetti di recupero urbanistico, ma è indubbio che le cifre di cui trattasi sono rilevanti ed i tempi lunghi".

"La CGIL, comunque - dichiara il sindacato -, non può che condividere la possibilità di investimenti che siano sostenibili dal punto di vista ambientale, producano buon lavoro, sia diretto che indotto e portino a nuova vita e fruibilità di una parte importante della città. E’ essenziale che rimanga preminente l’utilizzo pubblico del plesso, ma per ogni proposta che voglia essere realistica è anche necessario partire dallo stato attuale di abbandono e di degrado dell’immobile, che stride con la bellezza e la vivibilità della città".

"Riteniamo, infine - conclude -, che il coinvolgimento in percorsi partecipativi ed il contributo di idee e proposte di tutte le forze vive presenti nella città sia auspicabile, ma debba prefigurare risultati concreti di recupero del bene pubblico in tempi ragionevoli".

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