Anno XI 
Venerdì 4 Aprile 2025
- GIORNALE NON VACCINATO

Scritto da Redazione
Politica
02 Dicembre 2024

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Le celebrazioni per i 100 anni della morte di Giacomo Puccini sono state vissute ovunque con grande entusiasmo nel corso dell'intero 2024, ma hanno risentito da una parte dell’incapacità delle istituzioni locali e regionali di realizzare una sinergia realmente corale, dall'altra dei tanti problemi che hanno condizionato il comitato per le celebrazioni pucciniane, non in grado di portare avanti un programma di iniziative davvero incisivo anche perché funestato da una conduzione contestata da tutti”: così esordisce Massimiliano Baldini, responsabile cultura della Lega per la Toscana.

Già l'avvicinarsi al 2024 era stato difficoltoso riguardo alcuni importanti appuntamenti culturali, con gravi limiti di dialogo che portarono prima alle baruffe chiozzotte fra Tambellini e Del Ghingaro e successivamente a una sterilità programmatica che ha impedito un progetto in grado di portare a casa la candidatura a capitale della cultura italiana, competizione fallita da Viareggio prima e Lucca dopo- prosegue Baldini- Un approccio confermato dalla stessa giornata del 29 novembre, che ha visto le due città portare avanti programmi distinti e addirittura concomitanti, che hanno ribadito la sensazione di una celebrazione tirata per la giacchetta dalle amministrazioni comunali e dalle fondazioni. Rimarca quest’impressione Massarosa, decisamente marginalizzata, così come Pescaglia, malgrado l'importanza delle due località nelle vicende pucciniane”.

In questo quadro la maggiore imputata, incapace di giocare un ruolo di raccordo tra gli enti, sarebbe la regione Toscana: “A Torre del Lago Puccini, la celebrazione si è consumata nella ristretta cerchia dell'amministrazione comunale- denuncia ancora il consigliere regionale- A Lucca, invece, il 29 novembre ha ricevuto più attenzione, con la presenza del presidente della regione Eugenio Giani per la rappresentazione di Tosca e del sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi alla ex Cavallerizza, seppur confermando anche lì questa difficoltà a favorire un clima di comunione collettiva che la figura del grande compositore richiedeva, non fosse altro nel rispetto della storia di Giacomo Puccini che, dopo aver lasciato Lucca, oggettivamente legò i suoi sentimenti più forti e le sue ispirazioni a Torre del Lago e a Viareggio”.

Si poteva fare di meglio, è la conclusione: “Questo non significa che non si possa ripartire da qui per continuare a rilanciare questo patrimonio culturale di valenza nazionale e internazionale, ricercando quelle sinergie fra tutti i protagonisti del cammino di Giacomo Puccini che non si sono colte in questa occasione”.

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