Seconda laurea per Irene Peluso, classe 1977, livornese di nascita e lucchese di adozione, conseguita stavolta in servizi giuridici ad indirizzo di criminologia, avendo discusso presso l'università di Firenze, la tesi dal titolo "La genetica forense nel concetto di identità personale e valore biologico". Una passione che parte da lontano per la neo-dottoressa, che all'età di 20anni entra a lavorare presso la manifattura tabacchi dell'arborato cerchio, mantenendo in parallelo un forte impegno con il mondo del volontariato, conciliando con tutto ciò la scuola serale di ragioneria e conseguendone il diploma presso l'Itc di Porcari nel 2007. Due anni dopo supera il test di ingresso in scienze infermieristiche e dopo altri tre anni, ne ottiene la relativa laurea. Il lavoro alla manifattura si chiude, aprendo la porta alla carriera sanitaria che la induce ad una futura carriera in Germania. Purtroppo la grave malattia della madre le blocca i progetti, fino alla morte della stessa. Sconforto e depressione non fermano però la sua intraprendenza che con spirito di riscatto la porta a voler seguire uno dei suoi sogni, ovvero lavorare nel mondo del giallo. Si iscrive quindi ad un Cdl giuridico, perseguendo un nuovo ciclo di studi di pari passo al lavoro di infermiera, concretizzato poi dal suo buon esito nel maxi-concorso del 2023 presso l'Estav Nord Ovest. In seguito si iscrive all'accademia criminologa di Roma per conseguirne il titolo, e successivamente si iscrive anche al master universitario di 1° livello sanitario-forense. Nel giugno 2024, ancora un Master in scienze forensi e criminologia investigativa presso la "CSI Accademy" di Roma della Dottoressa Roberta Bruzzone, e nel luglio 2024 un attestato di partecipazione all' "Evidence Collection Crime Scene Investiugation" presso la Ra.Se.T. di Roma. Il clou, ad oggi, perviene con la laurea triennale raggiunta nel corso di studi con l'e-campus di Noverate in provincia di Como.
Quale il rapporto tra sanità e crimine? " Il crimine è tutto ciò che viene commesso, non solo nell'immediato ma in più volte nel tempo. La figura dell'infermiere prevede capacità di elaborazione dati, collaborazioni con gli inquirenti, analizzare il luogo del fatto, assistere e consultare autopsie, reperire campioni nei codici rosa, assistere l'azienda sanitaria, o colleghi infermieri/oss nei contenziosi più gravi ove presente decesso, intervento sulla presunta scena di un crimine". Come si svilupperà la carriera della pluri-dottoressa? "Per il futuro mi prefiggo di sponsorizzare il rafforzamento della figura infermieristica nella categoria forense" – afferma Irene Peluso. "Tra le mie ispirazioni figura quella di divenire formatrice di categoria al personale sanitario, sia professionale che volontario. Naturalmente raggiungendo il titolo di consulente criminologa sia di parte che di ufficio".