Politica
FdI Lucca: accolto ricorso del comune contro Ait e Gaia. Premiati gli sforzi per salvaguardare l'acqua di Lucca
"È arrivata nella giornata di ieri la tanto attesa sentenza del TAR che ha accolto nel merito il ricorso presentato dal Comune di Lucca contro AIT e…

Gestione acqua, Forza Italia esulta per il pronunciamento del Tar: "Il Comune ha impostato il ricorso con le motivazioni suggerite da noi"
"Forza Italia è orgogliosa del pronunciamento del Tar, e della vittoria di questo primo round, perchè è stato proprio il nostro partito a suggerire al Comune le motivazioni…

Diventano un caso politico i post del consigliere Santi Guerrieri sull’appuntamento saltato a Balbano per la cava
I gruppi consiliari del centrosinistra: “Non ha stoppato la sua gazzarra pubblica neppure di fronte ad un evento tragico”

Aumentano i fondi per il Bonus Animali: 8.000 euro stanziati per il 2025
L'amministrazione comunale di Lucca conferma e rafforza il proprio impegno nelle politiche di tutela degli animali e di supporto alle famiglie con il rinnovo del Bonus Animali…

"Salviamo l’acqua di Lucca"
Lucchesi salviamo l’acqua di Lucca, salviamo la buona gestione di GEAL, un patrimonio storico, una risorsa economica del territorio che la regione ci vuole “espropriare” facendola conferire in una società pubblica, ma che già oggi applica tariffe ben superiori a quelle di Geal e si dice abbia un mucchio di debiti in pancia

In panchina... in panchina... con Zoff
Zoff è stato poco in panchina, eppure prima dei mondiali del Messico del 1970 perse il posto di titolare a favore di Ricky Albertosi, allora al Cagliari, per…

Revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini: atto simbolico dal valore discutibile
Negli ultimi anni, molte amministrazioni comunali italiane, non per ultima quella della nostra provincia come Castelnuovo di Garfagnana, hanno deciso di revocare…

Difendere Lucca ha ricordato Sergio Ramelli nel cinquantenario del suo omicidio: "Ancora oggi vanno tutelati i ragazzi che sono colpiti da dogmi ideologici nelle scuole"
Si è svolta sabato 29 marzo, all'Auditorium della biblioteca Agorà, la conferenza di Difendere Lucca dedicata a Sergio Ramelli, ragazzo di diciotto anni ucciso nel 1975…

Dalla Garfagnana a Pechino: quando i borghi hanno lo stesso cuore
Ci sono incontri che non finiscono nei titoli a grandi lettere, ma che segnano comunque un passo importante. Presso il Consolato generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze,…

Circolo Pd centro storico: "Le Mura di Lucca meritano più cura e attenzione"
"Passano i mesi e gli anni e le Mura peggiorano: il monumento simbolo di Lucca merita più attenzione". A dirlo è il circolo Pd centro storico.

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"Non è corretto dire che il Comune di Lucca non eroghi più contributi per gli affitti per le famiglie bisognose". È quanto hanno spiegato il sindaco Mario Pardini e l'assessore al sociale Giovanni Minniti nel corso di una conferenza stampa nella quale sono stati illustrati i cardini su cui si basano gli interventi dell'ufficio sociale del Comune di Lucca.
"Si confonde quello che è stato un contributo straordinario nato e finanziato dai Governi durante il Covid e quelli che sono gli strumenti ordinari delle amministrazioni locali – ha dichiarato il sindaco Pardini –: il fondo nazionale aveva infatti visto all'epoca mettere a disposizione cifre imponenti dovute all'emergenza sanitaria. Conclusasi la pandemia, il Comune di Lucca nel 2023, considerati i drastici tagli nazionali e regionali, è stato costretto a ridurre i contributi affitti alla cifra di 523mila euro, di cui ben 453mila erano a carico del Comune. Una rifduzione che avrebbe prodotto nel 2024 un bando per concedere contributi irrisori, non in grado di incidere effettivamente sulle condizioni di vita dei beneficiari. Per questo abbiamo deciso di non ripeterlo e ci siamo concentrati su interventi mirati, nonché sugli investimenti per l'edilizia residenziale pubblica (in convenzione con ERP) con un programma che già a partire dalla primavera del 2025 – ossia all'esito degli interventi di restauro ed adeguamento - vedrà aumentare considerevolmente gli appartamenti a disposizione delle famiglie meno abbienti. Qualsiasi nucleo familiare che ha a disposizione risorse limitate, preferisce infatti investirle in una casa di proprietà da utilizzare, piuttosto che destinarle in affitti ed il Comune di Lucca si sta muovendo esattamente in questa direzione".
"La scelta condivisa anche con i tecnici dell'ufficio sociale è stata quella non distribuire 'a pioggia' contributi minimali con un bando, ma di utilizzare le Commissioni Tecniche Comunali e gli assistenti sociali per individuare i bisogni più urgenti dei nuclei familiari a maggior rischio – afferma l'assessore al sociale Minniti -. Nell'anno in corso le Commissioni tecniche comunali hanno offerto aiuto a circa 200 famiglie in difficoltà, erogando oltre 280mila euro a cui si devono aggiungere altri 100mila euro di compartecipazione agli affitti da parte del servizio sociale. E soprattutto il dato straordinario è un finanziamento di circa 600mila euro dedicato al ripristino degli appartamenti liberi e non occupati. Questo ci consentirà in tempi brevi di far scorrere le graduatorie sistemando un numero mai visto in passato di famiglie bisognose di una casa. In sostanza, grazie a questo intervento inedito e straordinario, nel Comune di Lucca tutti gli alloggi di risulta saranno assegnati. Tutto questo dimostra come la nostra amministrazione ha modificato la visione dei servizi abitativi pubblici, spostando il focus dal contributo alla disponibilità di alloggi, in grado di garantire stabilità del servizio nel tempo. Per questo Lucca rappresenta oggi un modello nell'ambito regionale ed Italiano".
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Due notizie che si accavallano e rendono più serena la vita di noi comuni mortali, impegnati a campare con dignità e onore, lontani dalle piazze e dalle piazzate.
Il M5S come lo conoscevamo è defunto. Giuseppe Conte, il disinvolto cuculo della politica italiana, ha conquistato il nido di Giuseppe Grillo e vi ha deposto le sue uova.
Milioni di italiani avevano riposto le loro speranze in questo Movimento/partito partorito dalla fantasia di Grillo, che coglieva alcuni bersagli condivisi dalla maggioranza degli italiani e in democrazia la maggioranza ha sempre ragione.
Tale Alfonso Bonafede, ex D.J. siciliano, esumò dagli studi legali fiorentini un ignoto avvocato pugliese: si chiamava Giuseppe Conte e divenne Presidente del Consiglio di due Governi che partorirono una classe politica composita: accanto a ministri competenti figurarono Toninelli, Azzolina, Lezzi, Bonafede, Di Maio, Crimi, Catalfo e via andare, la cui competenza appare dubbia: al di là delle buone intenzioni, dei proclami sulla pubblica piazza, furono autori dei disastri del non fare: il blocco di ogni opera infrastrutturale, le nuove norme sugli appalti e sulla responsabilità penale degli amministratori locali, lo stop alle trivellazioni, la condanna della acciaieria di Taranto, la guerra a TAV e TAP (per fortuna persa): l’Italia ferma per anni.
Con l’aggiunta dei decreti del fare: i banchi a rotelle, i miliardi spesi nelle inefficaci mascherine cinesi, la firma dell’accordo della Via della Seta, il ridicolo obbligo delle mascherine all’aperto (con il contestuale divieto di uscire di casa), la mancanza di un piano pandemico/sanitario, il reddito di cittadinanza con la sconfitta della povertà,
Ne derivò il tramonto di Matteo Salvini e della sua Lega che paga col calo dei tre quarti dei suoi voti il delirio di onnipotenza del suo segretario e la sua corresponsabilità nelle bufale del Governo Conte I che si concluse non solo col benservito ma – nel pieno spirito levantino che distingue il cinismo politico di Giuseppe Conte - con l’abbandono del Matteo milanese nelle unghie dei magistrati militanti siciliani, dicendo che lui non c’era e se c’era non sapeva e se sapeva non si ricordava: mazziato e cornuto il povero Salvini, altro che i pieni poteri dalla cattedra del Papeete
E poi il Conte II: i disastri si moltiplicarono col capolavoro del superbonus edilizio.
La miscela del populismo plebeo grillino col populismo paludato del PD, del suo sindacato e dei suoi salotti buoni, diede agli italiani una suonata cui pose una pezza Mario Draghi, il tecnocrate che da solo vale l’intera compagnia giallo rossa; finchè la gente fu lasciata libera di votare, con gli esiti previsti, mortali per il M5S e penosi per la sinistra.
Gli stracci e i vaffa volano oggi nelle mura domestiche, vola fuori dai piedi il Fondatore: da ’”elevato” a “levato”. Da tempo sono volati i voti. Anche questa “gioiosa macchina da guerra “ voleva aprire il Parlamento come una scatola di sardine, si è ridotta a una scatoletta ammaccata con qualche sardina residua: poca roba, che naturalmente si collocherà “a sinistra”: e dove se no? Va bene così: la confusione nel campo di Agramante continuerà, la maggioranza dei consensi resterà lontana.
Ora c’è un altro che vuole “risvoltare il Paese come un guanto”. Si tratta del così detto sindacalista Maurizio Landini che insieme a tale Bombardieri ha messo insieme un siopero generale che doveva fermare l’Italia e intimidire il governo, come d’uso nella storia delle debolezze politiche della DC di sinistra e del compiacimento dei governi di sinistra centro: si trattava di sostenersi a vicenda.
Non sembra andata bene; il siopero ha coinvolto dall’1,5 al 6.3% degli addetti alla scuola, meno del 3% degli addetti alla sanità, il 4% di quelli delle Poste, il 6% del pubblico impiego, alcune fabbriche private, ma davvero alcune perché tutte le altre, i ristoranti, i negozi, i supermercati, i bar, erano aperti. Era come al solito un venerdì ed era il quasi seicentesimo sciopero dall’inizio del governo Meloni. Due dei 4 sindacati nazionali (CISL e UGL) non aderivano, lo sciopero di per sé non era generale, doveva far vedere i sorci verdi al governo fasista che nel momento in cui autorizzava 43 manifestazioni sindacali in tutto il Paese soffocava la libertà di manifestare e minacciava il diritto di scioperare.
Landini dice di aver portato in piazza 500 mila manifestanti, le questure parlano di meno di un terzo. Quale che sia il numero, il Paese non si è accorto dello sciopero, ma si è accorto delle violenze torinesi del “centro sociale Askatasuna”, qualche centinaia, forse solo decine, di “rivoltosi” professionisti sempre presenti, dal funesto G7 di Genova, al No TAV, all’assalto alla polizia, alle bombe carta, fino all’altro ieri al corteo “ProPal” di Roma. Il processo a loro carico per associazione per delinquere è oggi sospeso e nessuno ha capito il perché.
Questo, assieme alla signorina Salis e al suo partito, è l’alleato a sinistra di Landini che vuole scalare il PD, alla sua destra c’è il PD che condanna ogni forma di violenza, “però”,,,,, con la comprensione democratica, con il rifiuto di isolare i “compagni che sbagliano” come già successe a CGIL e PCI con i compagni delle Brigate Rosse che sbagliavano quasi 50 anni fa: attenti a cavalcare la tigre, diceva il compagno Mao Tse Tung: la tigre prima o poi morde anche te.