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Commento all’intervento di Giorgio Lazzarini in Consiglio Comunale del 19 marzo scorso, in merito alla scadenza della concessione Geal Spa
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Stampa digitale su alluminio: che cos’è e perchè sceglierla
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Jasmine Paolini è la tennista italiana con origini polacco/ghanesi da parte di mamma che sta facendo parlare di sé grazie alle sue performance in campo. Di fatti, è considerata una delle principali tenniste che porta la bandiera del tricolore.
Ha meno di 30 anni ma si è già portata a casa alcuni titoli importanti, compresi il WTA 1000 di Dubai (è la terza italiana in assoluto ad averlo ottenuto). E ora gli occhi sono puntati su di lei per sapere che cosa farà ora. Anche i bookmakers online seguono le vicissitudini con grande interesse, studiando attentamente i pronostici, ricevendo notizie con largo anticipo e aggiornando le quote per le scommesse tennis che riflettono, dunque, le stime attese riguardo una partita o un giocatore.
Una caduta è già arrivata: e ora?
La Paolini ha dato spettacolo e portato a casa risultati importanti, ma al WTA di Roma cade con l’egiziana Mayar Sherif. In una battaglia sul campo combattuta, la Paolini sembrava avere il coltello dalla parte del manico, cominciando molto bene e portando subito a casa un 3-0. Un vantaggio niente male, che tuttavia la Sherif è stata brava a ribaltare abbastanza rapidamente.
Anche qui Paolini riesce a riconquistare terreno, ma all’inizio del terzo set appare evidente che è fisicamente stanca: le gambe non reggono e gli errori cominciano a pesare sul punteggio. Ed è proprio questo che consentirà a Sherif, nonostante anche i suoi sbagli ripetuti, a riprendersi la posizione e portare a casa la partita.
Ed è così che Jasmine Paolini cade subito al WTA di Roma e qui già iniziano le domande: e ora? Che cosa succederà?
Probabilmente è troppo presto per parlare di carriera agli sgoccioli, dato che ha dimostrato di avere molta grinta anche in questa partita che purtroppo è terminata con una sconfitta. La colpa è imputabile alla stanchezza e non tanto alle prestazioni tecniche, dato che Paolini ha sfoggiato alcuni rovesci meravigliosi e ha ancora molta grinta da vendere.
Considerazioni ulteriori
C’è da dire che la nostra azzurra non ha affatto avuto fortuna nei sorteggi: in vista delle WTA Finals ogni punto conta, ma trovarsi contro la coriacea, energica egiziana della Sherif non è certamente facile. Il suo stile potente e imprevedibile la rende un’avversaria temibile.
Di fatti, questa pressione ha influito in qualche misura, probabilmente. Ma purtroppo, il torneo delle azzurre è finito qui, molto prima di quanto si sperasse. E ora lo sguardo va rivolto al futuro, verso nuovi tornei, trofei da alzare e premi da vincere.
Le delusioni possono capitare. Se pensiamo ad avvenimenti come il flop di Berrettini a Firenze, ciò ci basta a ricordare che tutto può succedere. Nel calcio si dice che “il pallone è rotondo” e nel tennis, dunque, è più o meno la stessa cosa.
E tornando alla Paolini, mentre proseguono le sue partite in doppio femminile con l’italiana Sara Errani, ora volgiamo lo sguardo verso nuove mete, tornei e obiettivi da raggiungere.
Il Roland Garros avanza e la Paolini spinge
Quel che è sicuro è che la Paolini, determinata com’è, sta mettendo in campo tutta la sua grinta e la sua tecnica per raggiungere l’obiettivo dichiarato: entrare nella top 10 mondiale.
Il Roland Garros incalza e vede l’azzurra come capolista del gruppo italiano. Insieme a lei giocano Lucia Bronzetti, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto.
Il Roland Garros può veramente rivelarsi per la Paolini un’occasione d’oro per riuscire a entrare nella top 10 del ranking di tennis mondiale? Si tratta di un risultato certamente ambizioso, ma non così irraggiungibile dato che la Paolini ha già ottenuto la posizione n°14.
Gli italiani in trasferta francese hanno dato una prestazione aggressiva e vincente. 6 su 7 sono passati e merita la menzione della vittoria incredibile di Elisabetta Cocciaretto sull’ex numero 10 Haddad Maia.
La Paolini, dal conto suo, è partita subito col piede giusto, aggiudicandosi una vittoria in soli due set contro l’australiana Daria Saville. La partita è durata poco più di 1 ora e 30 minuti e ha visto la nostra azzurra vincere senza particolari difficoltà. E già solo con questo, la Paolini è riuscita a ottenere un risultato migliore dell’edizione 2023, dove era uscita contro Dar’ja Kasatkina.
Uno sguardo alla partita contro la statunitense Hailey Baptiste, attualmente poco sopra la posizione 100 nel ranking, darà ulteriori conferme e dettagli su cui fare speculazione.
In vista del suo ambizioso (ma non irrealizzabile) obiettivo, sarà molto emozionante vedere come la Paolini riuscirà a destreggiarsi a colpi di dritti e rovesci in un mondo sempre più competitivo.
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I transpallet, come si può facilmente intuire, sono mezzi utilizzati per il trasporto delle merci sistemate sui pallet ovvero sulle palette di carico, altrimenti note come pancali o bancali.
Grazie a questi mezzi è possibile effettuare le varie manovre di carico, scarico e sistemazione delle merci in magazzino, a terra o sulle scaffalature.
Il ricorso ai transpallet si pone diversi obiettivi: ridurre il tempo necessario alle operazioni di movimentazione delle merci (sia in carico che in scarico), ridurre lo sforzo fisico dei magazzinieri e rendere più efficiente la sistemazione dei pallet in magazzino.
Tutte le aziende in cui è necessario movimentare dei pallet possono prendere in considerazione l’acquisto di uno o più transpallet nuovi in vendita per la logistica, poiché rendere più efficienti le manovre di magazzino finisce per velocizzare i processi aziendali senza andare a discapito della precisione, con conseguente ritorno economico.
1.Transpallet: le due principali tipologie
I transpallet possono essenzialmente essere suddivisi in due macrocategorie: manuali e motorizzati.
All’interno di queste due categorie esistono poi diverse tipologie; per esempio, nel caso di transpallet manuali si possono distinguere quelli classici, con bilancia, a movimentazione assistita ecc.
Il transpallet manuale è un mezzo meccanico le cui manovre sono delegate a un sistema idraulico di sollevamento.
Nel caso dei transpallet motorizzati si deve innanzitutto distinguere tra quelli con motore endotermico, vale a dire a combustione interna, e quelli con motore elettrico che, come nel caso delle vetture elettriche, sono dotati di apposite batterie.
Anche nel caso della categoria elettrica si distinguono varie tipologie: con pedana, a timone, per uomo a bordo (a seconda dei casi in piedi oppure seduto ecc.).
2.Come funziona un transpallet?
I transpallet sono essenzialmente dei carrelli con ruote fisse (quelle anteriori) e girevoli (quelle posteriori), un sistema di frenatura e due forche estensibili verso l’esterno posizionate sulla parte anteriore del mezzo.
Le forche, solitamente realizzate in acciaio inossidabile, vanno a inserirsi nella parte inferiore di un pallet così da poterlo sollevare e movimentare a seconda delle necessità. Le ruote girevoli servono a effettuare agevolmente le manovre di sterzata nei locali del magazzino.
Quando si deve movimentare un pallet, l’addetto magazziniere vi si posiziona vicino con il transpallet, inserisce le forche negli spazi appositi, controlla la stabilità del carico, lo solleva e lo trasporta nella zona desiderata.
Questa breve descrizione già mette in luce come un transpallet sia un aiuto fondamentale a livello logistico, in particolar modo in tutte quelle aziende di medie e grandi dimensioni che devono movimentare intensi volumi di merce in magazzini con superfici particolarmente estese.
3.La scelta: transpallet manuale o transpallet elettrico?
Come accennato, esistono due macrocategorie di questi mezzi per la logistica di magazzino, quella dei mezzi manuali e quella dei mezzi motorizzati. Negli ultimi anni, anche per le esigenze legate alla sostenibilità ambientale, si tende a optare per i mezzi elettrici piuttosto che per quelli con motore tradizionale (a GPL o benzina).
Premettiamo subito che, dovendo scegliere tra versione manuale ed elettrica, non esiste un’opzione migliore in assoluto; la scelta fra un transpallet elettrico e uno manuale, infatti, è legata essenzialmente alle dimensioni e alle esigenze dell’azienda.
L’importante nella scelta è evitare l’acquisto di un mezzo che sia sottodimensionato o, al contrario, sovradimensionato per l’utilizzo che si dovrà farne.
Nel caso di una realtà aziendale di piccole dimensioni in cui si debbano movimentare carichi non particolarmente pesanti per distanze piuttosto brevi, può essere valutato l’acquisto di uno o più mezzi manuali. Questi prevedono, è necessario precisarlo, un certo sforzo fisico, per quanto non considerevole.
Le cose cambiano nel caso di un transpallet elettrico, in cui lo sforzo richiesto all’operatore è quasi inesistente. Questa soluzione potrebbe quindi risultare quella più consona nel caso di aziende in cui quotidianamente è necessario effettuare di continuo movimentazioni di pallet pesanti in magazzini con superfici molto estesi (hanno una notevole capacità di sollevamento che generalmente varia dai 1.300 ai 2.500 kg).
4.Scelta del modello
All’interno delle due categorie, si distinguono diverse tipologie; anche in questo caso la scelta è legata alle esigenze dell’azienda; possono esserci infatti profonde differenze fra una realtà e l’altra; in determinati contesti potrà per esempio risultare più idoneo un transpallet piccolo adatto ad applicazioni leggere, mentre in altri casi può rendersi necessario un mezzo in grado di gestire applicazioni intensive con carichi pesanti.
5.Il fattore economico
Da un punto di vista prettamente economico, come si può facilmente immaginare, le soluzioni con motore elettrico risultano più costose e questo è un aspetto che deve essere tenuto in debita considerazione. Va anche valutato il fatto che un investimento di questo genere viene di norma ripagato nel medio-lungo termine dato che consente un abbattimento considerevole dei tempi di carico, scarico e movimentazione delle merci, rendendo più efficiente la logistica di magazzino.