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Gli ultimi trend nel settore vinicolo che conquistano tutti
I cambiamenti nel mondo del vino seguono i trend e le fiere più importanti mostrano le…

La Giornata Perfetta per Te a Lucca: Slow Living con Stile
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Commento all’intervento di Giorgio Lazzarini in Consiglio Comunale del 19 marzo scorso, in merito alla scadenza della concessione Geal Spa
Senza entrare pienamente nel contenuto dell’intervento di Giorgio Lazzarini, del quale ne rispetto la serietà e le competenze in materia, riservandomi di commentarlo soltanto parzialmente in merito a due cifre. Lazzarini dice che: “i debiti sono oltre 186 milioni di euro per Gaia e “solo” 15 milioni per Geal”

Ufficio green: le best practice da mettere subito in atto
Sono numerose le buone abitudini per un ufficio green ed eco friendly. Succede che spesso la sostenibilità ambientale e le azioni per combattere il cambiamento climatico siano inclusi…

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Polizze flessibili e convenienti: ecco perché le assicurazioni online sono in crescita
Da diversi anni a questa parte, le assicurazioni online stanno vivendo un periodo di forte crescita, e il motivo è chiaro: sempre più persone cercano…

Il boom del gioco d'azzardo online e il suo effetto domino economico
Il settore del gioco d'azzardo online ha registrato una crescita esplosiva negli ultimi anni, emergendo come un importante contributo all'economia globale. Con i casinò digitali sempre più accessibili,…

La redingote di Napoleone
La figura di Napoleone, anche se appena tratteggiata in penombra in uno dei tanti ritratti a lui dedicati, è immediatamente riconoscibile per due attributi iconici, il mitico cappello, noto come petit chapeau, bicorno o feluca, e la celebre redingote grigia, entrambi simboli che lo resero inconfondibile al grande pubblico

Stampa digitale su alluminio: che cos’è e perchè sceglierla
La stampa digitale su alluminio rappresenta oggi una delle soluzioni preferite quando si va alla ricerca di un supporto che sia elegante e, allo stesso tempo, resistente. Vantando numerosi punti di forza, si capisce ben presto come mai la stampa digitale su alluminio Dibond sia così apprezzata quando si tratta di far promozione o decorare ambienti sia in spazi interni, che all’aperto

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Di nuovo un lucido intervento ricco di buonsenso e di acume a firma di Francesco Pellati imprenditore e ex commissario regionale della Lega Nord:
L’emergenza sanitaria da segni di miglioramento. Ringraziamo tutti quelli che hanno lavorato e rischiato, continuando a farlo, per darci un futuro di vita. Io ringrazio anche il buon Dio.
Ora abbiamo di fronte l’emergenza economica. Ormai lo sanno anche le pietre che il futuro avrà almeno due problemi: continuare a campare avendo però i soldi per farlo.
Disponiamo di una nuova task force (e fra quelle governative e quelle regionali siamo ad oltre due dozzine) che ha il compito di indicare date e modelli della “ripartenza economica” del Paese: è roba vera, sono i soldi con cui molti di noi riusciranno a vivere nel prossimo futuro.
È presieduta da Vittorio Colao, sulla cui competenza poco c’è da discutere, e da altri 16 membri eccellenti. Tutti cattedratici di fama, ma nemmeno un membro che abbia o abbia avuto a che fare con la trincea giornaliera dell’economia vera. Esimi studiosi, molti dei quali operano all’estero, portatori di competenze tanto certe e consolidate quanto cattedratiche e teoriche: niente competenza pratica.
Forse anche da queste scelte deriva che i DPCM (quelli del Presidente Conte) sono quasi giornalieri (la teoria), ma di soldi se ne vedono pochi (la pratica).
Ho una figlia, ormai cittadina americana da anni, con cui ho parlato (via il miracoloso Skype) un’ora fa. Mi dice che il vituperato Trump ha fatto accreditare 1.200 $ per ciascun membro familiare sul conto corrente di 80 milioni di famiglie con reddito inferiore a 80.000 $/anno e che hanno momentaneamente perso il lavoro a causa del virus. La misura potrà essere ripetuta a maggio. L’accredito è stato automatico utilizzando il sistema della social security. È avvenuto senza task force o commissioni di studio, senza che il sistema informatico andasse in tilt (quello dell’INPS è saltato per 300.000 domande: a quando una task force che spieghi come mai?), senza moduli bizantini da compilare e ad una settimana dalla emissione del decreto presidenziale.
Non sono un supino ammiratore degli USA, prendo solo atto che là si fanno più fatti che parole: il sistema presidenziale definisce con chiarezza chi comanda ed è responsabile diretto verso i cittadini. Se sbaglia paga, punto. L’opposizione è altrettanto responsabile e se sbaglia paga, punto. I corpi intermedi (sindacati, confindustrie varie, magistratura ecc.ra) fanno il loro mestiere e non quello degli altri. Non è l’Eden ma resta preferibile alla “tirannia moderata” cinese, alle democrature turche o mediorientali, alle “burocrature” che bloccano le democrazie occidentali. Resta preferibile al sistema politico italiano la cui prima preoccupazione sembra essere quella di far pagare ad altri i propri eventuali errori: abbiamo abbondanza di discorsi, di analisi, di progetti. Abbondanza di interlocutori che spesso sparano bufale impunite. Abbiamo sovrapposizioni che si accavallano: alla fine nessuno ci capisce più niente.
Torniamo o no a lavorare? Chi ha un reddito certo e qualche euro in banca può anche aspettare, chi non ha né uno né l’altro, tutto può fare tranne che aspettare. Se ha schivato il virus rischia di cadere nella trappola della miseria, ma prima di caderci farà, comprensibilmente, il diavolo a quattro (è quello che le paludate task force chiamano la “questione della tenuta sociale”, è l’assalto ai forni che ci racconta Manzoni).
Chi ha un reddito certo? Di sicuro tutti coloro che dipendono da qualsiasi soggetto pubblico: dipendenti pubblici, pensionati, titolari del reddito di cittadinanza, immigrati non clandestini. Tutti i dipendenti delle grandi imprese a partecipazione pubblica: Enel, Eni, Leonardo, e via dicendo (compresa l’indecente Alitalia), su cui per di più oggi il governo trova il tempo di litigare a sangue per ragioni spartitorie. Non potevano rinviare i rinnovi dei vertici a tempi meno tempestosi? Non potevano perché i consigli di amministrazione di questi veri poteri durano 3 anni, mentre il governo attuale è in bilico.
Tutti gli altri: lavoratori, artigiani, commercianti, partite iva, professionisti, agricoltori, insomma tutti quelli che vivono se lavorano e tutti insieme producono la maggior parte del famoso PIL, tutti loro devono tornare a lavorare per portare a casa la zuppa: oltre la metà dei lucchesi campa del proprio lavoro. Se non può lavorare non mangia.
Per di più tutte le provvidenze promesse dal governo sono fatte a debito pubblico futuro che si aggiunge al debito presente.
Temo che la montagna di debito pubblico che si profila o sarà pagata con la ricchezza prodotta dalle imprese e dai singoli che ritornano a lavorare, oppure da una bella patrimoniale a nostro carico. Siamo il popolo che dispone della maggiore ricchezza privata pro capite: si parla di quasi 9.000 miliardi di euro, il 20% fa 1.800 miliardi. Un intero anno di PIL, le casse dello Stato si riempiono, le nostre si svuotano.
Il dilemma è davvero intricato, nientemeno che salute contro miseria.
Il governo si è defilato affidando alle task force le decisioni, pronto a farle proprie se funzionano o, se non funzionano, a dire che la colpa è loro. Una classe politica che a me pare molto al di sotto del minimo necessario. L’ideale sarebbe mandarla a casa con un voto, nel frattempo meglio un Draghi con una preparazione incomparabilmente maggiore, ancorché più teorica che pratica, di Conte e compagnia.
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Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del presidente dell'Asd Circolo Nuoto Lucca che è un vero e proprio atto di accusa verso la politica che sta distruggendo lo sport:
Sono sempre Pietro Casali, presidente dell'ASD Circolo Nuoto Lucca, società dilettantistica che gestisce due piscine a Lucca, quella del ITIS Fermi e quella del palasport di via delle Tagliate. Sono a chiedere di nuovo spazio al vostro giornale - che ringrazio perché non ha paura di far sentire le voci fuori dal coro, voci che dissentono dai Ciceroni dell'opinione unica - per esternare dei timori che crescono in me, giorno dopo giorno. Tanto come presidente del Circolo Nuoto Lucca, tanto come libero professionista.
In questi giorni sta imperversando il dibattito sulla cosiddetta fase 2 dell'emergenza legata all'epidemia Covid-19. Mi pare che, per quanto riguarda molte attività e soprattutto per quanto riguarda lo sport dilettantistico, l'attuale vuoto – e per molti versi dittatoriale – governo Conte, nonché l'informazione di regime, abbiano davvero le idee poco chiare, se non deliberatamente errate.
Pensare, per un impianto sportivo, di riaprire durante, o subito prima, il periodo estivo, è quantomeno folle. Lo sport dilettantistico, con l'arrivo del mese di giugno pensa alla chiusura degli impianti e programma gli interventi manutentivi da fare durante questo periodo, in vista della riapertura settembrina. Se a questo si aggiunge che la riapertura dovrebbe essere vincolata ad una serie di gravose limitazioni – distanziamento sociale, controlli, scaglionamento degli ingressi ect. - atte ad eliminare il rischio legato all'epidemia Covid-19, ecco che il cerchio tremendamente si chiude. Non facciamo gli ipocriti: non si può e non si deve gestire in perdita, tanto le aziende come gli impianti sportivi. Ma i provvedimenti verso i quali sembra che tutte le attività siano – in tempi più o meno diversi e per durate più o meno diverse – destinate, farebbero risultare la gestione completamente antieconomica, e pure per cifre notevoli, di decine di migliaia di euro. Per non portare via troppo spazio, eviterei il dettaglio delle diverse motivazioni di queste perdite, anche perché molte di queste sono intuitive.
Non voglio fare il negazionista e neppure passare sopra la salute delle persone (per motivi di spazio lascio da parte le mie perplessità, condivise da molti, circa il fatto che la cura sia molto peggiore del male) ma a questo punto l'unica soluzione sarebbe quella di supportare con provvedimenti economici concreti – dei quali finora neppure si è vista l'ombra – lo sport dilettantistico in questa fase di riapertura, oppure rinviare la riapertura stessa a settembre, sperando che l'emergenza sia finita e che tutti possano permetterselo, oppure assistere alla sua morte, con forti ripercussioni anche sullo sport professionistico, al quale verrebbe tolta la base di atleti. Ovviamente si nasce come atleti dilettanti, si inizia facendo sport con le piccole società, non si nasce come campioni.
Mi pare di vedere che il governo – e se per questo anche le regioni - sia privo di un simile spunto e si limiti a sfornare decreti e ordinanze che contengono prescrizioni, che se applicate, come detto sopra, porterebbero al fallimento di molte attività in generale e dello sport dilettantistico in particolare. Vero, siamo in emergenza nazionale ma, mi permetto di ricordare come i vari governi, negli ultimi decenni – quando di emergenze non ve n'erano – abbiano deliberatamente massacrato le imprese private, i professionisti, il commercio e gli artigiani, sommergendo loro di burocrazia, di normative sulla sicurezza che fanno solo aumentare i costi ma sono controproducenti a quel fine, di normative sulla privacy che significano poco o nulla, - quando tante volte sono le stesse istituzioni a violarle ed adesso pensano addirittura ad applicazioni per tracciare gli spostamenti degli individui (zitti tutti, loro possono!) - di adempimenti e di strozzinaggio fiscale.
A questo punto sorge il sospetto che questa emergenza sia l'occasione per perseverare brutalmente nel gioco falloso. Riportando l'attenzione allo sport dilettantistico, posso affermare che il governo attuale, non so se per incompetenza o per deliberata crudeltà – ma poco cambia - abbia l'intenzione di penetrare nel sottocoda, e senza vasellina, i gestori degli impianti sportivi e di molte aziende. Ovviamente è mia ferma intenzione – e credo sia anche quella dei miei colleghi gestori – quella di provare fermamente a non concedermi.
Ogni settimana che passa, con l'Italia bloccata, il prodotto interno lordo perde lo 0,5% ed un terzo delle imprese rischia seriamente di non riaprire. Ed il governo Conte, che ha finora dimostrato di ascoltare solo i tecnocrati, i virologi che si preoccupano solo di apparire in televisione per pontificare, o il costosissimo esercito di task force, distante anniluce dalla quotidiana realtà, cosa sta progettando? Ricordando un poco di storia, come dall'ottobre del 1939 al marzo del 1940 ci fu la drole de guerre, ovvero la guerra per finta, sta progettando la drole de ouverture, ovvero l'apertura farsa, un'apertura piena zeppa di costi, adempimenti, limitazioni, distanziamento sociale, misure di controllo e burocrazia che sarà economicamente più conveniente continuare a stare chiusi, una finzione tanto per dare un contentino ai disperati e far fibrillare l'opinione pubblica di regime che gli tiene la mano. Ed ha dimostrato anche un comportamento dispotico, non certamente illuminato. D'altronde non credo che fra i tirapiedi del Primo Ministro ve ne sia uno che sappia chi era il Marchese di Pombal.
Per contatti: telefono 3355418197