L’imprevisto fa parte del jazz. Chi, meglio di un jazzista, sa cosa vuol dire improvvisare su un palco? Non stupisce, quindi, che un’abile cantante e polistrumentista come Ilaria Biagini – laureata in canto e composizione jazz al conservatorio – riesca ad adattarsi al meglio a qualsiasi tipo di scenario.
Che sia l’improvvisa apparizione di un pianoforte a coda o, magari, le note lontane di un magnifico duo sax e piano: tutto può indurre in tentazione la fervida mente creativa di Ilaria. La presentazione del suo libro, “Quando la musica è donna” (Marco Del Bucchio Editore), si trasforma all’ultimo minuto in uno spettacolo di musica e parole: dove, alla conversazione sulle compositrici blues e pop più significative di sempre, si alterna l’ascolto di brani dal vivo – voce e piano – della stessa autrice.
Camaiore, centro storico. Una lieve pioggerella colora di blue questa uggiosa giornata; ma è acqua innocua, che non bagna. Anzi. Quasi accarezza dolcemente i passanti che attraversano la strada. L’ultima data della prima edizione di “Calendimaggio - Aria di Musica” – questa encomiabile iniziativa curata dal baritono camaiorese Veio Torcigliani (direttore artistico) e dall’assessore alla cultura del comune Claudia Larini – può dirsi salva.
Sul palco del Teatro dell’Olivo, Ilaria è stata invitata a discutere - con il sottoscritto, nelle vesti di giornalista e moderatore, e l’assessore - di un tema importante: le donne nel mondo della musica. Da Bessie Smith a Billie Holiday, fino a Nina Simone: un viaggio tra le creazioni – spesso, purtroppo, sconosciute - di 13 incredibili artiste passate alla storia, paradossalmente, per brani non scritti da loro ma da altri. E quasi sempre uomini.
Il libro vanta la prefazione di Renzo Cresti e la post-fazione di Roberto Vecchioni: “Ho conosciuto Vecchioni dopo aver fatto un provino a Milano – racconta l’autrice -. Grazie a Roberto ho avuto l’occasione di poter lavorare allo studio Officine Meccaniche di Mauro Pagani ed intraprendere questa carriera che mi ha portato poi a lavorare con tantissimi altri grandi artisti come polistrumentista. Con il gruppo dei Ridillo, ad esempio, ho accompagnato Gianni Morandi in tournée in America”.
Ilaria vive a La Spezia, ma è originaria di Lucca: Marlia, per la precisione. A nove anni ha praticamente obbligato i suoi genitori a farla studiare musica. Così ha iniziato in chiesa - a Saltocchio - suonando l’organo, e nella banda del paese - “La campagnola” - destreggiandosi con il flauto: entrambe queste esperienze le sono servite, poi, come base per diplomarsi in pianoforte e flauto traverso a Firenze.
Laureatasi in canto jazz - con 110 e lode - al conservatorio “L. Ghedini” di Cuneo e in composizione jazz al “G. Puccini” di La Spezia, si è fin da subito appassionata ai repertori sconosciuti alla massa: un lungo lavoro di studio e ricerca che è confluito, in parte, nella sua tesi - pubblicata poi, rivista, sotto forma di libro.
Tra gli ultimi progetti all’attivo: un quartetto classico, un progetto con un’associazione Alzheimer, un reading con Daria Colombo e un progetto nelle scuole per il superamento degli stereotipi di genere.
Che dire: un’artista si valuta anche sulla base delle sue sensibilità e poliedricità. E, in questi due campi, Ilaria è insuperabile.
“Quando la musica è donna”, a tu per tu con Ilaria Biagini: dal libro ai tour con Vecchioni e Morandi
Scritto da andrea cosimini
Cultura
21 Maggio 2023
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