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Gli ultimi trend nel settore vinicolo che conquistano tutti
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La Giornata Perfetta per Te a Lucca: Slow Living con Stile
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Commento all’intervento di Giorgio Lazzarini in Consiglio Comunale del 19 marzo scorso, in merito alla scadenza della concessione Geal Spa
Senza entrare pienamente nel contenuto dell’intervento di Giorgio Lazzarini, del quale ne rispetto la serietà e le competenze in materia, riservandomi di commentarlo soltanto parzialmente in merito a due cifre. Lazzarini dice che: “i debiti sono oltre 186 milioni di euro per Gaia e “solo” 15 milioni per Geal”

Ufficio green: le best practice da mettere subito in atto
Sono numerose le buone abitudini per un ufficio green ed eco friendly. Succede che spesso la sostenibilità ambientale e le azioni per combattere il cambiamento climatico siano inclusi…

Montascale per anziani: ecco come risparmiare subito fino al 20%
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Polizze flessibili e convenienti: ecco perché le assicurazioni online sono in crescita
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Il boom del gioco d'azzardo online e il suo effetto domino economico
Il settore del gioco d'azzardo online ha registrato una crescita esplosiva negli ultimi anni, emergendo come un importante contributo all'economia globale. Con i casinò digitali sempre più accessibili,…

La redingote di Napoleone
La figura di Napoleone, anche se appena tratteggiata in penombra in uno dei tanti ritratti a lui dedicati, è immediatamente riconoscibile per due attributi iconici, il mitico cappello, noto come petit chapeau, bicorno o feluca, e la celebre redingote grigia, entrambi simboli che lo resero inconfondibile al grande pubblico

Stampa digitale su alluminio: che cos’è e perchè sceglierla
La stampa digitale su alluminio rappresenta oggi una delle soluzioni preferite quando si va alla ricerca di un supporto che sia elegante e, allo stesso tempo, resistente. Vantando numerosi punti di forza, si capisce ben presto come mai la stampa digitale su alluminio Dibond sia così apprezzata quando si tratta di far promozione o decorare ambienti sia in spazi interni, che all’aperto

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Non ci sarà pace in Europa negli anni futuri se non sotto un solo capo. Un imperatore che avrà i re per funzionari e ufficiali, che distribuirà, regni ai suoi luogotenenti
Napoleone
Parigi, 2 dicembre 1804. Nella cattedrale di Notre-Dame, davanti a 12000 invitati, Napoleone Bonaparte, assieme alla moglie Marie Josèphe Rose Tascher de La Pagerie, conosciuta comunemente come Joséphine di Beauharnais, fu consacrato, alla presenza del papa Pio VII Chiaramonti, imperatore dei francesi.
La cerimonia, per volere dello stesso sovrano, riprese la tradizione dell’antico rito del Sacre con cui i sovrani francesi venivano da secoli solennemente consacrati, nella cornice della cattedrale di Notre-Dame di Reims, trasfigurando nella dimensione divina il potere temporale assunto per via dinastica.
Napoleone volle inserirsi nella lunga tradizione regale europea richiamandosi al re dei Franchi, poi imperatore, Carlo Magno, verso il quale sin dalla giovinezza ebbe grande ammirazione. Al rito tradizionale Bonaparte volutamente apportò alcune variazioni, per distanziarsi dalla scomoda memoria dei sovrani della famiglia Borbone. Innanzitutto, fu scelta la cattedrale di Notre-Dame a Parigi, capace di contenere un numero più̀ ampio di invitati rispetto a quella di Reims, e fu richiesta la presenza del pontefice, il cui ruolo di consacrante tradizionalmente era rivestito dall’arcivescovo di Reims.
I preparativi per la cerimonia iniziarono immediatamente all’indomani del senatoconsulto di nomina imperiale del 18 maggio 1804. Per circa sei mesi muratori, artigiani, ebanisti, sarti, ricamatrici, gioiellieri lavorarono alacremente perché́ tutto fosse all’altezza della magnificenza richiesta da Napoleone. Nell’occasione furono realizzati alcuni lavori di demolizione, attorno alla cattedrale parigina, affinché́ vi fossero idonei spazi per accogliere il corteo imperiale e pontificio; fu progettata la carrozza da cerimonia, coperta di lamina d’oro, rivestita con tappezzerie bianche e verdi ricamate con il monogramma napoleonico, portante all’esterno quattro aquile intagliate, simbolo del potere imperiale, a sostegno di una corona; furono cesellate le corone imperiali, due per Napoleone – una ghirlanda di alloro in oro ed una copia della corona di Carlo Magno, andata distrutta durante la rivoluzione francese – e una per l’imperatrice Joséphine; furono ricamati ex novo tutti gli abiti da cerimonia dei sovrani, della famiglia imperiale e di tutti gli alti dignitari nel rispetto di precise indicazioni dello stesso Napoleone, poi ufficialmente codificate nel 1805 con il Cérémonial de L’Empire français. Louis-Philippe de Ségur, il Gran Maestro di Cerimonie, e A. L. de Rémusat, il Primo Ciambellano, avevano organizzato le grandiose feste. Gli architetti Charles Percier e Pierre-François-Léonard Fontaine avevano progettato le decorazioni e il pittore Jean Baptiste Isabey i costumi.
La mattina del 2 dicembre il corteo imperiale, partito dal palazzo delle Tuileries, scortato da Gioacchino Murat, governatore di Parigi, quattro squadroni di carabinieri, i corazzieri, i cacciatori a cavallo della guardia, uno squadrone di mamelucchi, gli araldi a cavallo, attraversò Parigi, acclamato dalla folla, sino a raggiungere il palazzo arcivescovile. Tra il suono maestoso delle campane della cattedrale, Napoleone, ancora come primo console, entrò a capo scoperto, in forma solenne nella stupenda sala sacra del monumento gotico dei francesi, dove fu accolto dall’arcivescovo di Parigi, il cardinale Jean Baptiste de Belloy. Il culmine della cerimonia, durata quattro ore, ebbe come suo momento grandioso l’autoincoronazione di Napoleone con la “corona” di Carlo Magno ed il successivo giuramento del sovrano nei confronti del popolo francese di cui si faceva difensore. «Giuro di governare solo per l’interesse, il benessere e la gloria del popolo francese»
Dalle memorie di Louis Constant Wairy, premier valet de chambre de l’empereur, sappiamo che « Sua Maestà non volle che il Papa gli porgesse la corona, […] se la pose da se sul capo. Prese poi la corona destinata all’Imperatrice e dopo averla sollevata su di se per qualche istante , la posò sulla fronte della sua augusta sposa in ginocchio davanti a lui. Ella piangeva per l’emozione e alzandosi posò sull’Imperatore uno sguardo pieno di tenerezza e riconoscenza, l’Imperatore glielo restituì ma senza rinunciare alla gravità che era richiesta da una cosi grandiosa cerimonia […] i loro cuori si intesero»
Il momento della nascita dell’Impero di Napoleone è ben rappresentato nel dipinto ad olio su tela commissionato da Bonaparte al pittore Jacques-Louis David (Parigi, 1748 – 1825), nominato primo pittore di corte il 18 dicembre 1805. Considerate le imponenti dimensioni David si avvalse anche della collaborazione dell’allievo Georges Rouget e furono necessari tre anni per terminare il dipinto nel 1807. Il momento principale della rappresentazione del Sacre risulta l’attimo in cui Napoleone I, al centro del dipinto, incorona Josephine. Oggi possiamo ammirare questa importante ed originale opera di pittura celebrativa, ricca di teatralità, che introduce la corrente artistica del neoclassicismo in pittura, al museo del Louvre. Una copia è conservata alla Reggia di Versailles, nella salle du Sacre .
L’imperatore smesso l’abito regale dell’incoronazione calzò il suo bicorno e la sua redingote che diventarono leggendari insieme a lui.
Nonostante la sontuosità e la magnificenza della cerimonia, Napoleone fu sempre presente sul teatro di guerra in prima linea insieme al suo esercito senza mai dimenticare che la sua fortuna e la sua gloria si erano sempre giocate sui campi di battaglia.
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L’attenzione sulla peste suina resta alta in Toscana dove, a fronte della possibile minaccia, vengono modificati i disciplinari.
La Cinta senese (una razza suina italiana), ad esempio, non verrà allevata più allo stato brado, ma dovrà essere protetta da apposite recinzioni (composte da isolatori per recinto elettrico, filo conduttore e elettrificatore) in modo da scongiurare l’eventuale rischio che gli animali vengano contagiati dai cinghiali selvatici, già infettati.
La richiesta è stata inviata al Ministero delle politiche agricole in modo da consentire a tutti gli operatori della filiera di potersi organizzare per adeguare le relative disposizioni di sicurezza per i propri animali.
L’obbligo quindi, è quello di costruire delle apposite recinzioni per gli allevamenti semibrado, andando ad identificare tutti gli animali, riproduttori e non, così come previsto dal Piano dei controlli per la DOP.
Visto che l’obiettivo è quello di garantire la biosicurezza degli animali, i recinti saranno doppi, ed inoltre è previsto anche l’eventuale inserimento di fili elettrici a basso voltaggio, in modo da dissuadere l’avvicinamento alle reti, che dovranno comunque mantenere la “distanza di muso”. In questo caso quindi, si parla di recinzioni elettriche.
Vediamo in cosa consistono.
Come funziona un recinto elettrico
Secondo le nuove disposizioni gli allevamenti di cinta, composti solitamente da 1500 chili di bestiame per ettaro, potranno pascolare anche in aree più piccole: l’importante è che siano recintate in modo da essere conformi alle disposizioni nazionali sul contrasto alla diffusione della PSA.
I recinti elettrici normalmente vengono scelti da allevatori e agricoltori come soluzione per gestire spazi aperti, e nel caso specifico, per proteggere i propri animali da situazioni di pericolo esterne, come possibili contagi o dai predatori.
La recinzione elettrificata, si compone di diversi elementi. Ecco i principali:
- Elettrificatore. Senza questo un recinto non potrebbe essere chiamato elettrico dato che invia impulsi ad intermittenza a basso amperaggio, la cui funzione è quella di creare fastidio all’animale che lo riceve nel momento in cui si avvicina ai fili. È collegato al terreno, tramite un sistema di messa a tessa, e a tutti gli altri elementi della recinzione. Può essere alimentato a batteria, cavo elettrico o pannelli solari.
- Isolatori per recinto elettrico. La loro funzione è quella di distanziare tra loro i fili, così da impedire che la corrente che gli passa attraverso possa scaricare a terra. È fondamentale scegliere il tipo isolatore adeguato a seconda del tipo di paletto o conduttore che si è scelto per il recinto, così da garantirne il corretto funzionamento. Quelli della Gemi Elettronica, azienda specializzata nella creazione e montaggio di recinti elettrici, sono molto resistenti e semplici montare, oltre ad essere disponibili sia per pali in legno che in ferro.
- Filo elettrico. Esistono diverse tipologie di fili elettrici, fettucce e cavi ad alta tensione: è quindi importante scegliere quello che meglio si adatta alle proprie esigenze e all’uso che se ne deve fare. Requisiti importanti: devono avare un’ottima conducibilità, resistenza ai raggio solari, ma anche alle eventuali sollecitazioni inflitte. In base agli animali che andranno contenere, i fili dovranno essere disposti ad altezze differenti.
Una volta che il recinto è stato completato, occorre testarlo con degli appositi strumenti che aiutino a capire la potenza a cui può arrivare.
I recinti elettrici non sono pericolosi né per l’uomo né per gli animali, e sono regolati dalla normativa A12 sulle recinzione elettriche, che stabilisce i valori da rispettare.
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