Abbiamo ricevuto e pubblichiamo il duro sfogo da parte dei proprietari della Pizzeria Pellegrini che, al rinnovo delle concessioni di suolo pubblico lo scorso mese di novembre, si sono visti togliere lo spazio di fronte alla propria storica attività a vantaggio del nuovo locale aperto, recentemente, a loro fianco. “Da 53 anni la nostra famiglia gestisce con passione una pizzeria nel cuore del centro storico. Siamo arrivati alla terza generazione e siamo testimoni di tanti cambiamenti, sia nel quartiere che nella città. Nonostante le difficoltà che il passare degli anni porta, la nostra attività ha sempre cercato di mantenere viva la tradizione e l’autenticità di un mestiere che non è solo lavoro, ma anche una parte della nostra vita. Per tutti questi anni, abbiamo sempre rispettato le normative, pagando puntualmente le tasse e le concessioni per l’occupazione del suolo pubblico, una prassi che seguiamo da generazioni. Ogni sei mesi, come da regolamento, rinnoviamo la concessione per i tavolini all’esterno del nostro locale, un angolo che da sempre ha accolto i nostri clienti e che contribuisce a caratterizzare la storicità della nostra pizzeria. Tuttavia, da quando il comune ha modificato le regole de ha deciso di favorire nuovi locali, il nostro spazio pubblico è stato messo in discussione. Un nuovo esercizio che vende panini, che ha aperto proprio accanto a noi, ha richiesto anch’esso l’occupazione del suolo pubblico e, sorprendentemente, è stato accontentato. Ciò che è successo, però, è che il comune ha deciso di togliere il nostro spazio per assegnarlo a loro, nonostante il nostro locale sia storico e presente in quella zona da molto più tempo. È una decisione che ci ha danneggiato gravemente, anche perché i tavoli di questo nuovo locale sarebbero posizionati proprio davanti al nostro, compromettendo l’immagine e la visibilità della nostra attività. È una vera e propria ingiustizia. Ma non siamo rimasti con le mani in mano. Abbiamo incaricato un avvocato ed un geometra, ed insieme stiamo portando avanti dei ricorsi al TAR. Abbiamo anche ricevuto delle multe, completamente ingiustificate, mentre il locale accanto sta occupando spazi che non gli appartengono, approfittando di favoritismi e connivenze che, purtroppo, sono fin troppo evidenti. In più, abbiamo richiesto più volte che il comune effettuasse i controlli necessari sulla situazione, in particolare riguardo all’occupazione indebita degli spazi da parte del locale accanto. Ma nonostante le nostre richieste, questi controlli non sono mai stati fatti. Questa negligenza ci ha costretti a fare tutto da soli, affrontando ricorsi legali e multe, mentre chi sfrutta il sistema a proprio favore continua ad operare indisturbato. A complicare ulteriormente la situazione è stata la diffida legale che ci è stata recapitata dall’ avvocato del locale che ci ha intimato di rimuovere, entro 5 giorni, tutto il nostro arredo esterno, minacciando azioni legali se non avessimo ottemperato. Una richiesta che, oltre a essere ingiustificata, ha creato un ulteriore stato di incertezza e stress, facendo sentire la nostra attività sotto un continuo attacco, non solo da parte delle autorità, ma anche da parte di un concorrente che, a quanto sembra, ha ottenuto favoritismi evidenti. In aggiunta a questo, c’è una disparità evidente tra la nostra attività e quella del locale accanto. Mentre loro hanno a disposizione un ampio spazio all’interno, con tutti i tavoli sistemati comodamente al chiuso, noi siamo costretti a lavorare in un locale più piccolo e con uno spazio esterno minimo. La nostra pizzeria è limitata in termini di superficie, mentre loro godono di una parte superiore del locale completamente occupata con tavoli, e questo aumenta ulteriormente la sensazione di ingiustizia. Non possiamo accettare che i tavolini di un altro locale, posizionati in modo sconsiderato, invadano lo spazio davanti alla nostra storica pizzeria. Quello è il nostro angolo di storia e cultura, e non permetteremo che venga deturpato da pratiche sleali e disorganizzate. Ci sembra che ci sia una totale mancanza di rispetto per l’attività che da generazioni è un simbolo di questa zona. Per non parlare poi delle condizioni in cui ci ritroviamo a lavorare. Nello spazio ridotto che ci è stato “concesso” in seguito, non entrano nemmeno i tavoli che ci sono stati assegnati, da quanto è piccolo. L’ombrellone non trova spazio, ed è posizionato in un angolo che, per giunta, non è nemmeno visibile dalla nostra pizzeria. Il risultato? L’impossibilità di lavorare con serenità, mentre, al contrario, il locale accanto sembra godere di ampie concessioni che non sono né giuste né legali. Quello che chiediamo è che chi di competenza venga a vedere con i propri occhi la situazione. Ci riferiamo anche al degrado che c’è dietro il Coro di San Michele, una zona che, seppur bella e storica, viene costantemente ignorata nelle politiche di decoro urbano. Le regole devono essere uguali per tutti, e non possiamo accettare che attività più piccole e recenti vengano privilegiate a discapito di chi, come noi, porta avanti un patrimonio storico da oltre mezzo secolo. L’unica cosa che vogliamo è il nostro spazio, davanti alla nostra attività, dove da sempre i nostri clienti si sono seduti, hanno mangiato e goduto di un’esperienza che solo una pizzeria storica può offrire. Non chiediamo altro che il rispetto per ciò che abbiamo costruito in oltre 53 anni di lavoro. Quando loro hanno preso il locale, davanti a loro non c’era il banchetto perciò avranno pensato di poterci mettere i tavoli, ma quando il banchetto è tornato, hanno capito che lì non avrebbero avuto posto. Dopo il secondo verbale che abbiamo ricevuto, abbiamo dovuto levare i tavoli per 90 giorni e siamo stati costretti a fare 2 giorni di chiusura forzata. Oltretutto noi eravamo all’interno del nostro spazio ed avevamo solo una parte dell’ombrellone, che è molto pesante, e per spostarlo è un grosso problema. Vorremmo che l’amministrazione comunale rivedesse la concessione del suolo pubblico perché rivogliamo i nostri tavoli davanti alla nostra attività, e non accettiamo che i tavoli della paninoteca siano di fronte a noi. Questo non è giusto, dal momento che loro devono stare davanti alla loro vetrina”.
I proprietari della Pizzeria Pellegrini
Pizzeria Pellegrini, un amaro sfogo e la richiesta di giustizia
Scritto da Redazione
Cronaca
03 Aprile 2025
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