"Le torri faro del Porta Elisa sono state costruite a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Oggi sono vecchie, pericolose e quindi tirantate con zavorre e del tutto inappropriate dal punto di vista del risparmio energetico. E, oltre a tutto questo, la realizzazione di nuove torri faro è stata richiesta della Commissione di vigilanza, pena la perdita dell'agibilità dello stadio, dopo uno stallo durato dieci anni". A dirlo sono i capigruppo di maggioranza in consiglio comunale Cecchini, Di Vito, Del Barga, Fagnani, Pierini e Fava, che intervengono così sulla vicenda.
"Fa sorridere che oggi alcuni esponenti di minoranza parlino di interventi spot. Quello che l'amministrazione Pardini intende fare è esattamente l'opposto. Un lavoro di natura strutturale, pensato per le generazioni presenti e future. I rattoppi al Porta Elisa, in dieci anni di governo, li ha fatti il Pd. E sono stati costosissimi: soltanto per le torri faro carrellate, rese necessarie dalla loro inerzia, dal 2021 sono stati spesi 140mila euro circa all'anno".
"Ora – proseguono i Capigruppo – verranno realizzate torri faro già idonee per la serie B, ma adeguabili alla Serie A, semplicemente con l'aggiunta di proiettori a led, e si procederà alla rimozione delle torri esistenti, che non vengono toccate dagli anni Novanta, quando la tecnologia era molto differente. In un'epoca in cui il risparmio energetico è in cima alle priorità di ogni amministrazione, noi andiamo proprio in questa direzione".
Ma c'è di più: "L'amministrazione Tambellini ha sempre fatto interventi tampone. Il problema delle torri faro fu sollevato già nel 2015, ma poi tutto fu rinchiuso in un cassetto, con il fallimento del club nel 2019. Quando la Lucchese tornò in Serie C, nel 2020, la questione tornò attuale. Ma, di rimando in rimando, riuscirono ad ottenere l'agibilità grazie alla promessa di inserire le torri nel progetto del nuovo stadio, presentato da Aurora Immobiliare. Questa è un'agenda politica da chi vive alla giornata, senza riuscire a guardare oltre la punta del naso. Infatti, abbiamo ricevuto in eredità un impianto squassato da anni di incuria per lo sport".
E forse, osservano i Capigruppo, il punto è proprio questo: "Speculare sulle attuali condizioni del club cittadino, adducendo che non si dovrebbe fare niente perché potrebbe fallire, denota una miopia sociale. Considerare lo sport un orpello, e non un fondamentale momento di aggregazione e socialità, oltre che una risorsa inestimabile per lo sviluppo economico del territorio, fornisce già la misura della scarsa consapevolezza di chi sta parlando".
"Consideriamo infine da metaverso l'accostamento tra una spesa corrente, quella per il sociale, e un investimento per il futuro. La prima, peraltro, non è diminuita di un centesimo. Chi compie questa operazione lo fa, evidentemente, in modo pretestuoso e strumentale. Così come quando imputa all'amministrazione l'eventuale fallimento del club, ben sapendo, perché lo hanno vissuto anche loro con il calcio e con il basket maschile, che il margine di intervento da parte delle istituzioni è relativo. Evidentemente fa paura la rivoluzione che l'amministrazione Pardini sta compiendo in termini di edilizia sportiva. Loro, in dieci anni, hanno affastellato soltanto toppe a peso d'oro".