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Commento all’intervento di Giorgio Lazzarini in Consiglio Comunale del 19 marzo scorso, in merito alla scadenza della concessione Geal Spa
Senza entrare pienamente nel contenuto dell’intervento di Giorgio Lazzarini, del quale ne rispetto la serietà e le competenze in materia, riservandomi di commentarlo soltanto parzialmente in merito a due cifre. Lazzarini dice che: “i debiti sono oltre 186 milioni di euro per Gaia e “solo” 15 milioni per Geal”

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La redingote di Napoleone
La figura di Napoleone, anche se appena tratteggiata in penombra in uno dei tanti ritratti a lui dedicati, è immediatamente riconoscibile per due attributi iconici, il mitico cappello, noto come petit chapeau, bicorno o feluca, e la celebre redingote grigia, entrambi simboli che lo resero inconfondibile al grande pubblico

Stampa digitale su alluminio: che cos’è e perchè sceglierla
La stampa digitale su alluminio rappresenta oggi una delle soluzioni preferite quando si va alla ricerca di un supporto che sia elegante e, allo stesso tempo, resistente. Vantando numerosi punti di forza, si capisce ben presto come mai la stampa digitale su alluminio Dibond sia così apprezzata quando si tratta di far promozione o decorare ambienti sia in spazi interni, che all’aperto

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa precisazione inviataci dall'ex presidente del consiglio comunale in merito all'articolo su Beatrice Venezi, ma, come si suol dire, la toppa è peggio del buco. Replica del direttore (ir)responsabile.
Signor direttore, mi hanno segnalato un articolo sul suo foglio in cui mi accusa di sessismo.
Mi dispiace ma il sessismo ce lo vede solo lei. Io ho semplicemente scritto quello che è, cioè che Beatrice Venezi fa (faceva, non so) pubblicità al Bioscalin. E lo slogan della pubblicità era esattamente quello riportato nel commento: attiva il tuo lato bioscalin, con la foto della suddetta. Cosa che può vedere con i suoi occhi nell’immagine che le allego (Corriere della Sera, 23 febbraio 2021).
Non ho certo scelto io lo slogan e non ho neanche scelto io di associare il volto di Beatrice Venezi a questa scritta, che può essere giudicata come infelice, ma che non credo sia stata imposta alla stessa Venezi.
È quindi evidente che non solo lei, direttore, è in malafede, ma che, come spesso le accade, è anche poco informato e un po’ troppo impulsivo.
In attesa di sue scuse pubbliche, la saluto.
Risponde Aldo Grandi:
Caro Battistini,
la facevo più intelligente e anche, mi perdoni, perspicace. Invece, con la sua risposta, lei dimostra anzi, conferma, di non avere né l'intelligenza del politico navigato, né la perspicacia dell'uomo avveduto. Rilegga con attenzione il suo post apparso sul profilo Facebook di Francesco Raspini, suo collega di partito che, immaginiamo, se leggerà queste righe starà già mettendosi le mani nei capelli per aver compreso dove stiamo andando a parare.
Nel suo commento, a nostro avviso di pessimo gusto, lei non scrive attiva il tuo lato Bioscalin, assolutamente. Lei scrive quanto segue: Che pensi a fare la pubblicità al lato (B)ioscalin. Mette, cioè, la B fra parentesi intendo, con ciò, sottolineare sia la lettera medesima sia il fatto di volerla distaccare e distinguere dal resto. Altrimenti, perdoni, ci faccia capire quali sarebbero stati il senso e il significato di inserire la B tra parentesi.
Vede, lei parla, si fa per dire, con uno che, da sempre, se vede una bella donna passeggiare per strada, si volta a guardarla senza, ovviamente, commentare a voce alta, ma non rinuncia a godere di quello che, a tutti gli effetti, è un vero e proprio balsamo per gli occhi. Che c'è di male, quindi, ad apprezzare anche, Eve naturalmente, un lato B o b non importa, che lo meriti? Ma questo vale per noi che, fortunatamente e a differenza della sinistra in cui lei milita, non vuole modificare il vocabolario, non ama il gender fluid, non vede contrasti e conflitti tra uomo e donna ovunque, non ritiene che uomo e donna siano identici bensì complementari e, fortunatamente, differenti.
Il suo commento su Facebook è, per quello che ci consente di comprendere il nostro quoziente di intelligenza e comprensione, pesante, sprezzante e, appunto, di cattivissimo gusto. E basterebbe leggere quello che è stato scritto dopo il suo post per accorgersi che abbiamo ragione p'averlo interpretato così come lo abbiamo fatto.
Sarebbe stato più simpatico e anche di altro stile, ammettere che sì, effettivamente, lei faceva riferimento nel post proprio al lato B ossia al fondoschiena che appare, sia pure per un attimo, nello spot pubblicitario di Beatrice Venezi. Non ci sarebbe stato niente di male e siamo certi che qualsiasi donna normale apprezzi un bel fisico e delle forme di un corpo che esalti la bellezza femminile.
Invece, come lei pensa, la sinistra fa a gara per mortificare la bellezza scambiandola per qualcosa di inutile, secondario e, addirittura, dannoso. Già, ma per chi? Forse per chi non la possiede.
Beatrice Venezi non è solo bella, è anche intelligente e questo cozza contro la teoria tanto cara ad alcuni secondo cui una donna bella e sessualmente attraente possa, difficilmente, essere anche molto più intelligente di chi non ha le stesse doti.
Battistini le raccontiamo un aneddoto risalente a tanti, tanti anni fa e che ci venne raccontato da Fausto Coen, grande giornalista, ebreo, ex vice direttore de Il Paese, quotidiano fiancheggiatore del Pci. Amerigo Terenzi, una sorta di imprenditore all'interno del Pci per quel che riguardava l'editoria del dopoguerra, chiamò Coen a dirigere, nella sostanza, il giornale e gli spiegò che il partito - composto di gente con gli attributi ne converrà all'epoca - aveva compreso che la gente non leggeva l'Unità, organo ufficiale del partito comunista italiano, perché tutto sembrava andasse male. Era, cioè, un giornale triste che non riusciva a trasmettere né fiducia né ottimismo. Da qui la necessità di aprire giornali fiancheggiatori composti da giornalisti non troppo ossequiosi verso l'ortodossia comunista, in modo da attirare le masse senza distaccarsi troppo dai principi politici del partito di Togliatti.
Ecco, nonostante siano passati così tanti anni, la sinistra è e resterà sempre triste e nemmeno il Sessantotto è riuscito a cambiare più di tanto le cose.
P.S. Un'ultima cosa Battistini. Lei esordisce definendo la Gazzetta un 'foglio'- Le lascio immaginare che cosa, noi, ci facevamo, un tempo, con i fogli. Sono sicuro che lei aveva ben altri intenti chiamandola così, la Gazzetta, ma mi lasci dire che, ugualmente, il termine suona un po' sprezzante. Un foglio è composto da una sola pagina, massimo due fronte retro, mentre la Gazzetta di Lucca come le sue sorelle, di fogli ne ha molti di più A Lucca, comunque, questo foglio è il solo giornale a fare opinione e questo, per noi, è quello che conta.
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Per restare al passo con la concorrenza e continuare a farsi scegliere da clienti vecchi e nuovi, anche le piccole aziende locali devono investire in campagne promozionali efficaci. I business basati sul territorio traggono solitamente maggiori benefici da una combinazione di marketing online e offline, così da raggiungere il pubblico più ampio possibile. Un modo per attirare i consumatori è offrire loro qualcosa di utile che li invogli a scoprire di più riguardo ai prodotti o ai servizi dell’azienda, senza limitarsi ad annunci pubblicitari o volantini. Scopriamo allora alcune idee semplici da mettere in pratica, ma dal buon impatto per promuovere un piccolo business locale.
- Sponsorizzare un evento locale
In cittadine e comunità di dimensioni relativamente ridotte gli eventi locali sono spesso apprezzati come un’opportunità per fare qualcosa di diverso e incontrare altre persone. Sponsorizzare un’iniziativa, anche in collaborazione con altre piccole imprese della zona, dà l’occasione di farsi conoscere e di mostrare a potenziali clienti la propria offerta di prodotti o servizi. La tipologia di evento può variare in base alle proprie preferenze e al settore commerciale in cui si opera. Alcuni esempi sono tornei sportivi, mostre d’arte, sagre di paese, workshop e conferenze, oppure festival culturali. Oltre a dare visibilità al nome dell’azienda sui materiali promozionali e nella sede dell’evento, durante la giornata si sarà presenti con un banchetto presso cui incontrare le persone e distribuire dépliant o voucher di sconto. Per un tocco in più, si possono ordinare shopper personalizzate per eventi da riempire con opuscoli informativi, campioncini di prova, offerte speciali per invogliare i visitatori a visitare il proprio punto vendita. La shopper diventerà poi in sé uno strumento di marketing, rendendo visibile il nome del business ogni volta che qualcuno la usa per andare a fare la spesa o al lavoro.
- Inviare una newsletter periodica
Ottenere gli indirizzi email di potenziali clienti è spesso il primo passo per convincerli a effettuare un acquisto presso la propria azienda. Questo è vero soprattutto per chi ha iniziato a vendere online attraverso un e-commerce, e può quindi inviare per posta elettronica un link che rimanda direttamente alla pagina dei diversi prodotti. Una newsletter può però essere utile anche per le aziende che hanno solamente punti vendita fisici, ad esempio per informare sulla data di inizio di una campagna di sconti, così da ricordare ai clienti interessati di visitare il negozio in quel periodo. Per incoraggiare le persone a iscriversi alla newsletter e a continuare a leggerla è utile aggiungere contenuti interessanti, come liste di consigli pratici o link ad articoli relativi al settore in cui opera il business. Questi possono provenire dal blog aziendale, che è un altro buon metodo per fare marketing, oppure da diversi siti web rilevanti, naturalmente a patto di non promuovere la concorrenza diretta.
- Curare i profili sui social media
Sono molte le aziende che hanno creato una pagina Facebook o un profilo su Instagram, ma frequentemente le informazioni che vi si trovano non sono aggiornate oppure sono incomplete. Al giorno d’oggi, le persone che non trovano orari di apertura, offerte o disponibilità dei prodotti di un business online si rivolgono spesso a un’altra azienda. Mostrare chiaramente questo tipo di informazioni sui social media, rendendole accessibili con facilità a potenziali clienti, è un modo semplice e veloce per aumentare le probabilità di vendita. Non è in ogni caso necessario essere presenti e attivi su tutte le reti social, ma basta concentrarsi su quelle più utilizzate dal proprio pubblico di riferimento. Chi si rivolge ai giovanissimi dovrà puntare su TikTok, mentre Instagram e Facebook sono più indicati per raggiungere i Millennial e le generazioni precedenti.
- Sostenere una buona causa
Sostenere una buona causa, organizzando ad esempio una raccolta di fondi a favore di un’organizzazione benefica, permette di fare qualcosa di positivo per il mondo e al tempo stesso di ottenere attenzione e fiducia da potenziali clienti. Un modo efficace per farlo è donare una percentuale dei ricavi delle vendite in beneficenza durante un periodo specifico. A ottobre, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, si può per esempio fare una donazione alla LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e promuovere sui social media gli eventi dell’ottobre rosa organizzati nella propria zona. Un altro tema che fa presa su molte persone è quello della sostenibilità. In base al settore in cui si opera, impegnarsi a rendere i propri prodotti o servizi più sostenibili può convincere nuovi clienti a scegliere l’azienda rispetto alla concorrenza. Ciò aiuta inoltre a rimanere rilevanti all’interno di un mercato sempre più attento alle scelte green. A prescindere dalla causa che si decide di sostenere, è bene puntare su azioni semplici ma concrete, e non limitarsi a un generico appoggio sui social media, come aggiungere la bandiera arcobaleno al proprio logo. Questo tipo di sostegno superficiale rischia infatti di ritorcersi contro all’azienda, con una relativa perdita di popolarità tra il pubblico.