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Commento all’intervento di Giorgio Lazzarini in Consiglio Comunale del 19 marzo scorso, in merito alla scadenza della concessione Geal Spa
Senza entrare pienamente nel contenuto dell’intervento di Giorgio Lazzarini, del quale ne rispetto la serietà e le competenze in materia, riservandomi di commentarlo soltanto parzialmente in merito a due cifre. Lazzarini dice che: “i debiti sono oltre 186 milioni di euro per Gaia e “solo” 15 milioni per Geal”

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La redingote di Napoleone
La figura di Napoleone, anche se appena tratteggiata in penombra in uno dei tanti ritratti a lui dedicati, è immediatamente riconoscibile per due attributi iconici, il mitico cappello, noto come petit chapeau, bicorno o feluca, e la celebre redingote grigia, entrambi simboli che lo resero inconfondibile al grande pubblico

Stampa digitale su alluminio: che cos’è e perchè sceglierla
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In questa calda estate dove soffiano forti i venti di cambiamento politico, giunge alla vostra e -mail questa lettera disperata e accorata, dove si rivendica la dignità e la libertà di un cittadino italiano. A dar voce al dramma di quest’uomo è la figlia che vuole denunciare e farvi riflettere su ciò che succede a chi non si allinea a “questa Dittatura”. La figlia ama molto suo padre e lo sta aiutando economicamente per quello che può, ma non è giusto che questo uomo sia lasciato solo dal nostro stato dopo tanti anni di onorato lavoro.
Mi chiamo Melissa e vorrei dar voce tramite la vostra testata allo scempio che è accaduto a mio padre da parte dei servizi sociali emiliani, precisamente a Nonantola, provincia di Modena.
Premetto che, pur essendo per metà emiliana, anche se vivo ormai in Toscana da molti anni, non ho mai mancato di rimanere in contatto con la realtà del territorio regionale modenese che mi appartiene per nascita, grazie alle visite periodiche che faccio a mio padre che da una decina d'anni è tornato ad abitare là.
Da che ho memoria posso dire che in tutta onestà non ho mai visto in altre regioni un così fervido e folle asservimento politico delle istituzioni ed enti locali, nonché della popolazione solo per sentirsi parte del gregge "comunista", se esiste ancora questa definizione.
Non ho le conoscenze né tantomeno la presunzione di disquisire di politica, ma voglio solo denunciare gli atteggiamenti di alcuni funzionari comunali e politicanti di bassa lega che millantano, ormai da mezzo secolo, promesse da marinaio per tutelare, a detta loro, le persone bisognose d'aiuto.
La sinistra emiliana, progressista e politically correct aiuta e accoglie gli immigrati prima che i suoi concittadini, tutela i più bisognosi, ma inspiegabilmente revoca un sussidio a chi non la pensa come loro.
Vi voglio raccontare una storia che può sembrare catastroficamente fantozziana, ma vi assicuro che non lo è.
Mio padre, libero professionista 64enne, solo, divorziato e in affitto perde il lavoro nel 2020 causa covid e dietro mio consiglio richiede il Reddito di Cittadinanza, che viene accolto immediatamente.
Nei successivi due anni non viene mai contattato né da parte dei centri per l'impiego, né tantomeno dai servizi sociali, per eventuali collocamenti lavorativi o colloqui. Sebbene lui si adoperi a presentarsi o a inviare cv la risposta è: sei troppo vicino all'età pensionabile, meglio assumere i giovani che hanno poche pretese e ci costano meno.
Ah, dimenticavo un particolare, arriva l'obbligo vaccinale per gli Over 50 per lavorare lo scorso febbraio e nonostante il medico di base caldeggi l'inoculo del siero magico a mio padre già dalla primavera 2021, sebbene la sua cartella clinica annoveri una sincope all' età di 55 anni, una reazione anafilattica all'allora vaccino del vaiolo nei primi mesi di vita e numerose ischemie, mio padre sta bene e rifiuta di farselo.
Magicamente viene chiamato dagli assistenti sociali lo scorso aprile, proprio nel periodo in cui è ancora in vigore l'obbligo vaccinale per gli Over 50, ma è solo una strana coincidenza, e viene invitato a presentarsi ad un colloquio presso gli uffici del centro per l'impiego.
Lui si presenta, ma nonostante indossi la mascherina Ffp2, gli viene chiesto il Super Green Pass per accedere all'ufficio e gli viene vietato l'accesso, dicendo che, come da protocollo, loro non possono assolutamente fare eccezioni per l'ingresso e se non si fosse messo in regola l'operatrice sociale avrebbe dovuto segnalare la sospensione o addirittura la revoca.
Messo in regola? Qual è il significato di mettersi in regola? Quali sono le fantomatiche regole di cui parlano questi sceriffi da 4 soldi?
Mi sarebbe piaciuto parlare con la signorina responsabile del provvedimento che, a malapena 30anni, si permette di fare il Kapò con la vita delle persone, di minacciare la gente che dovrebbe essere aiutata che se non fai quello che dicono loro, ti segnalano e ti tolgono il sostentamento.
Assistenti sociali che rimbalzano i cittadini da un ufficio all'altro senza fornire loro risposte, perché, forse, fino a qualche anno fa servivano alla Festa dell'Unità del paese, o chi per loro ha contribuito a portare le bandiere rosse del loro amato partito.
Comunque dal primo aprile, anche se per accedere agli uffici pubblici non serviva il Super Green Pass, questi operatori del Fate Bene Fratelli si inventano il contrario, ma attenzione, scopriremo più avanti che tale motivo non sarà menzionato nel verbale di sospensione, forse perché privo di valore legale?
Ovvio. Ma andiamo avanti.
La responsabile molto dispiaciuta, di cui ho nome e cognome peraltro, intima mio padre di cercare di farsi esentare dal medico oppure di farsi vaccinare per non incorrere nella spiacevole situazione di dover sospendere il sussidio e gli dice di risentirsi più avanti per dargli modo di fare le analisi. Nel frattempo si apre il teatrino del medico che fa finta di preoccuparsi della situazione, che non può assolutamente rilasciare il certificato di esenzione se non agli allergici ai componenti del siero, la cui composizione è però coperta da segreto militare pena la pubblica gogna; i tempi si dilatano e gli assistenti sociali di loro spontanea volontà senza avvertire nemmeno mio padre, decidono di libero arbitrio di sospendere il reddito di cittadinanza.
La sospensione la scopre casualmente a fine maggio mio padre quando, non trovata la ricarica mensile del RDC, chiama l'INPS che lo informa che è stato sospeso senza alcuna motivazione.
Perciò i primi di giugno prende un appuntamento con la responsabile dei servizi sociali, ma non si trova di fronte la stessa persona che mesi prima aveva minacciato di segnalarlo per essere sprovvisto di Super Green Pass; ce n'è una nuova che, guarda le coincidenze, non sa assolutamente cosa ha fatto l'altra, non la conosce, non sa dove si trova, forse l'hanno trasferita in mezzo agli elefanti dove non ci sono ripetitori, non prendono telefoni, né reti internet, praticamente volatilizzata.
Inizia un' altra fiction dove l'assistente sociale recita in maniera ottimale la parte della crocerossina dispiaciuta ed incredula di fronte alla sospensione per la mancata esibizione del Super Green Pass, controlla e vede che la ex collega ha riportato sul verbale un motivo diverso, ovvero, che mio padre non si era presentato. Non sono un avvocato, ma abbiamo due reati qua: primo certificare il falso, mio padre si è presentato, ma è stato tenuto fuori, come un cane. Secondo, violazione della privacy e abuso di autorità: la signorina non aveva il diritto di chiedere informazioni riguardanti dati sensibili e questo lo sappiamo già, ma non poteva certo trascrivere nel motivo sanzionatorio mancanza di Super Green Pass, certo perché legalmente non costituisce motivo di richiamo alla fruizione del reddito, nessuna legge lo dice.
E cosa ancora più grave si è presa la responsabilità, senza alcuna autorità, di sospendere il reddito senza alcun motivo veritiero, e senza avvertire il diretto interessato.
Ma non finisce qui, dopo questo colloquio ad inizio giugno, l'assistente sociale rincuora falsamente mio padre dicendo che passati i due mesi di sospensione, il reddito si sarebbe riattivato a fine luglio.
Arriviamo a fine luglio finalmente, ma la fortuna è ancora cieca purtroppo, perciò all'ennesimo fallimento, mio padre richiama l'INPS, e l'operatore, che nel frattempo è diventato il suo migliore amico, gli dice che su comunicazione del centro per l'impiego in data 22/07 è stato revocato. Finita la storia. e anche le parole, se ce n'erano rimaste.
Ad oggi so che è sempre tutto in alto mare, gli avevano dato un appuntamento, ma l''hanno disdetto per un'urgenza e rinviato.
Adesso mi chiedo, se qualcuno leggerà mai quanto scritto, chiedo, per curiosità, c'è un avvocato disposto a perorare la causa per aiutare mio padre a farsi ridare con gli interessi da questi eterni impuniti, la dignità e il denaro che gli hanno tolto per sei mesi? Se sì, gliene saremmo grati, e se trovasse qualcuno disposto ad aiutarlo per rimettersi in piedi e lavorare, in una regione e in un ambiente che non emargini chi si comporta da individuo libero e non da servo obbediente, pure.
Se il fatto fosse successo ad un extracomunitario, in una regione di tutt' altra fede politica e non il piddiotismo, sarebbe arrivato un cataclisma mediatico di elevata portata a sottolinearne il comportamento discriminatorio.
Proprio loro, i sinistroidi che si riempiono ancora la bocca con le lotte di classe, i partigiani, l'uguaglianza di genere, discriminano e alienano chi non la pensa e non fa quello che dicono loro.
Non vi danno manganellate ed olio di ricino, ma vi tolgono il sostentamento, o rovinano la reputazione: metodi diversi, ma il risultato è il medesimo, giudicate voi.
Ma i diritti dove sono finiti?
Anche ai tennisti sono rimasti solo i rovesci.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento inviatoci da Francesco Colucci di Riformisti x Lucca Viva in merito ad un monumento dell'artista Petroni che potrebbe essere riposizionato in una location appositamente individuata:
Sono favorevole a spostare il monumento davanti a porta Sant'Anna, lo collocherei all'interno dell'Orto Botanico, dove sarà più protetto e più apprezzato.
Approfitto dell'occasione per sollevare come già fatto molti anni fa, la ricollocazione della Fontana Monumentale realizzata da uno dei più importanti scultori lucchesi, Francesco Petroni che giace smontato e abbandonato in un sotterraneo delle Mura.
La colpa del suo monumento è di avere quattro fasci romani ai lati e soprattutto essere stato inaugurato da Benito Mussolini negli anni 30.
I pezzi del monumento giacciono abbandonati in una galleria delle mura, assieme a quelli del monumento ai "Martiri fascisti" dopo essere stati nell'immediato dopo guerra allocati in maniera sparsa sugli spalti delle Mura davanti al cimitero, utilizzati allora per gli incontri casuali della "tronca-usci" e delle sue colleghe.
Petroni è forse il più grande scultore lucchese, molte sue opere sono nel cimitero monumentale, ma anche in tutto il mondo.
E' stato vilipeso come fascista, quando per lavorare lo divennero quasi tutti, ma lui da giovane è stato molto vicino all'ideologia massonica e al radicalismo democratico - repubblicano.
Realizza valide opere dedicate a Garibaldi, Cavour, Giordano Bruno, Burlamacchi e soprattutto in memoria del repubblicano e garibaldino Tito Strocchi, inaugurato nel giugno del 1913 sotto il loggiato di Palazzo Pretorio.
E' sua la statua in bronzo dedicata ad Alfredo Catalani e collocata sul baluardo San Paolino delle mura Urbane, che in pochi sanno, possiede ha una gemella, custodita, data la sua dimensione, nel castelletto di porta San Donato.
Recuperare la pregevole fontana di Petroni e collocarla davanti alla Porta Sant'Anna mi sembrerebbe restituire il dovuto ad un grande scultore lucchese colpevole per i "sinistri" che il suo monumento più importante sia stato inaugurato da Mussolini allora capo del governo.
Per quanto riguarda i fasci romani basta girare per Roma per vedere quanti ne esistono nei monumenti della città essendo i fasci una invenzione degli antichi romani, copiati poi dal fascismo.