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“Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”, canta un noto cantautore, ma sta a noi coltivarli con passione, costanza e tanto sacrificio per renderli concreti. Ci sono sogni che, nonostante le paure e tutto ciò che ci propone la vita, che in qualche modo può allontanarcene, tornano a farsi sentire e, quando bussano di nuovo, più forti di prima, sta a noi coglierli e farli “fiorire”.
Questa è – almeno da come l’abbiamo percepita noi – in buona parte la storia di Vinicia Tesconi, la nota penna de La Gazzetta di Massa e Carrara che da qualche tempo ha avviato un proprio giornale online in collaborazione con altre colleghe, Diari Toscani.
Vinicia non è stata solo una delle collaboratrici del giornale, ma per un lungo periodo è stata identificata proprio con il giornale stesso per la dedizione con cui ogni giorno si prendeva cura, senza un attimo di respiro, dell’edizione di Massa e Carrara per la quale ha sempre dimostrato di provare un profondo affetto.
Un fatto che la stessa protagonista ha riconosciuto nel corso di una chiacchierata telefonica durante la quale, senza troppi peli sulla lingua e con la voglia di dire la sua senza veli, Vinicia si è raccontata e ha raccontato la sua esperienza e la sua grande aspirazione: “Ho sempre sognato – esordisce – di poter scrivere per lavorare. La passione per la scrittura è antichissima ed è equiparabile solo a quella per la lettura. Così, dopo il liceo classico ho studiato lettere, ma una volta laureata mi sono trovata di fronte un mondo, quello degli anni ’80, in cui scrivere non era così facile come adesso e non esisteva nemmeno una facoltà che ti formasse in quella direzione. Il desiderio di scrivere era così grande – prosegue – che la paura che mi dicessero di no sbattendomi la porta in faccia mi ha sempre frenato. Poi mi sono sposata, ho avuto un figlio e ho deciso di concentrarmi a fare la mamma scoprendo l’altra grande passione della mia vita”. Senza nemmeno rendersene conto, sono passati quindici anni e a quasi cinquant’anni, con tanta più maturità, consapevolezza e molta meno paura, ha deciso, finalmente, di fare il salto: “Scoprì che la Gazzetta stava cercando collaboratori e, anche se all’inizio non nascondo che provavo ancora tanta paura, mi lanciai per fare quel salto che non ero riuscita a compiere prima”. Una collaborazione cominciata in quinta che l’ha vista buttarsi a capofitto senza soste tanto da collezionare solo nel primo mese di lavoro quasi cento articoli. D’altro canto, nella redazione di Massa e Carrara in quel momento mancavano persone che, quotidianamente, seguissero tutto quello che succedeva in città e l’arrivo di Vinicia seppe in qualche modo rivoluzionare la tendenza: “Quando entrai era andato via da pochissimo un ragazzo e in redazione non c’era nessuno: quindi le cose da seguire erano molte. C’era da scrivere di ogni cosa e l’impatto per me fu sicuramente esaltante e divertente”. L’entusiasmo con cui si è approcciata fin da subito al lavoro l’ha portata a spaziare su tutte le tematiche che capitavano senza esitazione rendendo l’esperienza una grande palestra dal punto di vista professionale, ma anche un grande salto in avanti per il giornale che vide crescere costantemente le visualizzazioni. “È stato un percorso super intensivo – ammette – che mi ha permesso di scoprire cose di me che non conoscevo. Io, per esempio, che sono una persona facilmente impressionabile, in alcune circostanze mi sono meravigliata della mia capacità di mantenere la calma entrando in modalità giornalista anche in situazioni molto delicate. In quella fase della mia vita probabilmente ero più pronta e avevo quel distacco sufficiente, che all’epoca dell’università non avrei avuto, per prendere con leggerezza tante situazioni e difficoltà incontrate durante il percorso”.
È proprio parlando della sua esperienza nel quotidiano di Aldo Grandi che si percepisce tutto l’affetto che ha provato per il giornale: “Gli anni in cui sono entrata – sottolinea –, il 2016 e 2017, sono stati gli anni d’oro delle Gazzette. In quel periodo il giornale era l’unica voce libera. Raccontava quello che non diceva nessuno, con conseguenti rischi di querele e situazioni spiacevoli, ma con l’unico essenziale scopo: dire la verità! Mi sono sempre sentita molto in linea con questo modo di fare giornalismo perché la mia tendenza è stata ed è quella – passami il termine – dell’anarchia. Anarchia nel senso che criticherò sempre tutto e vorrò sempre avere diritto di critica”. La linea, infatti, era quella di dire la propria senza alcun “bavaglio” che, in poco tempo, ha portato l’edizione di Massa e Carrara oltre le 100 mila visualizzazioni facendola salire spesso all’attenzione della cronaca nazionale.
Quelli di Vinicia alle Gazzette sono stati cinque anni di collaborazione sempre sul pezzo e a scrivere di tutto ciò che capitava in città. Poi, ad un certo punto il sogno è diventato ancora più grande ed è nata l’idea di dare vita ad un giornale tutto suo di cui è direttore responsabile. Un progetto maturato proprio lavorando per la Gazzetta e riuscendo così a riconoscere con chiarezza quei caratteri che avrebbero costituito il suo giornale ideale. Così, con altre due colleghe e amiche, ha avviato il progetto Diari Toscani (https://www.diaritoscani.it/). Il giornale di approfondimento online, che si occupa di tematiche storico-culturali legate proprio al territorio toscano, ha da poco compiuto il suo primo anno richiedendo tanto impegno e portando con sé anche importanti soddisfazioni per il team.
“In questo momento – spiega – il giornalismo è frammentato e replicante. Vengono fornite dagli uffici stampa notizie impacchettate uguali per tutti. Così non ci si distingue. Per farlo occorre uscire dal coro e tornare al giornalismo d’inchiesta fatto bene. Un giornale come il nostro, incentrato su notizie culturali, non avrà mai lo stesso seguito di un giornale che tratta la cronaca. Sono proprio quotidiani di quest’ultimo tipo, però, che oggi, in molti casi, fanno la rovina del giornalismo così incentrati sul gioco del chi esce prima con una notizia e chi ottiene più visualizzazioni. Una frenesia che non fa per me e non fa per il giornalismo: le notizie vanno date bene, ragionate e certe!”
Diari toscani, quindi, nasce proprio dall’intento di cantare (o meglio scrivere) fuori dal coro offrendo un giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società. Quella della giornalista di Massa è una passione realizzata tardi – come riconosce lei stessa definendo il suo percorso professionale come una parabola della storia di Benjamin Button – ma che non per questo gli ha precluso niente: dopo cinque anni come giornalista e uno come direttore, oggi si sta occupando anche della campagna elettorale di un candidato sindaco sperimentando così anche il lavoro di addetto stampa.
“Spero – conclude – che il progetto di Diari Toscani vada avanti e cresca. Ha delle buone potenzialità per realizzare quel giornalismo senza veli e ragionato che mi piace. Io, come sempre, ci metterò anima e corpo”.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento che un lettore ci invia su una attribuzione di merito da parte del candidato a sindaco di Difendere Lucca Fabio Barsanti che, non abbiamo dubbi, vorrà replicare:
In questi giorni ho ritirato dalla mia cassetta postale il volantino elettorale per il sostegno della candidatura di Fabio Barsanti a Sindaco di Lucca. In tale foglio elettorale, con mia sorpresa, viene riportata (come evidenziato nell’immagine) la notizia che il Barsanti avrebbe “ottenuto il restauro del monumento a Dante”. Ora non so se tale affermazione è riferibile, essendo il Barsanti consigliere, a qualche attività svolta in Consiglio Comunale, anche se mi sembra di ricordare che una sua Mozione in tal senso, da lui presentata, sia stata bocciata dall’Assemblea Comunale, in ogni modo su tale vicenda potranno essere più precisi di me i suoi colleghi consiglieri.
E comunque Barsanti si intesta di avere “ottenuto il restauro del monumento a Dante”, ovviamente il monumento in questione non può essere altro che il busto del Sommo Poeta, posto sul passo omonimo dei Monti Pisani, in località Santa Maria del Giudice e di tale opera di restauro posso affermare con certezza (come spiego diffusamente più sotto) che il Barsanti non abbia fatto nulla né per ottenerla, né abbia in qualche modo partecipato per realizzarla.
Questa mia affermazione è suffragata dal fatto che al progetto del restauro del busto dell’Alighieri ho partecipato fin dagli esordi, a partire dalla primavera del 2020 quando feci un appello sugli organi d’informazione, rivolto all’Amministrazione Comunale, affinché e proprio in vista delle celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte del Poeta, il monumento di Dante, che versava in pessime condizioni, fosse sottoposto a restauro. A tale appello il Comune di Lucca rispose nelle persone degli assessori Chiara Martini e Gabriele Bove, dai quali fui convocato in Municipio per impostare il da farsi. Successivamente, insieme con i due assessori, fu fatto un sopralluogo al Passo di Dante per rendersi conto della situazione in cui versava la statua e l’area che la ospita. A tale incontro partecipò anche il consigliere comunale del Partito Democratico, Gianni Giannini e altre persone componenti il “Comitato pro-valorizzazione del Passo di Dante” che nel frattempo si era formato fra i cittadini di Santa Maria del Giudice. Da questo momento tale Comitato - con il prezioso apporto del consigliere Giannini (al quale fu affidato un ruolo di riferimento da parte del Comune) - si fece carico del restauro del busto dell’Alighieri, intessendo una suggestiva storia familiare e paesana, in quanto la fase artistica del restauro fu affidata a Romualdo Michelotti, nipote di quel Vittorio Michelotti che realizzò il busto di Dante nel lontano 1963. Ebbi così modo di presenziare alle varie fasi del restauro: dall’asportazione del monumento dal Passo di Dante all’abitazione/atelier di Romualdo; alle visite, sempre a casa di Romualdo, per visionare le fasi di avanzamento delle lavorazioni, fino alla ricollocazione del busto di Dante restaurato e, finalmente, alla cerimonia di inaugurazione, avvenuta nel dicembre 2021 alla presenza del Sindaco Tambellini. Ecco, in tutti questi momenti non ricordo di aver incrociato la figura né il nome di Fabio Barsanti. Barsanti assolutamente non ha avuto alcun ruolo per aver “ottenuto (come egli afferma) il restauro del monumento a Dante”.
Pur nel rispetto di Barsanti e di ogni Candidato che impegna la propria persona e dedica il proprio tempo per inseguire la carica di Sindaco di Lucca, sappiamo che in campagna elettorale si fanno promesse che poi non tutte vedranno realizzarsi e di questo già lo stesso Dante ne era consapevole: “lunga promessa con l’attender corto ti farà triunfar ne l’alto seggio” (Inf. XXVII) . Ma la promessa riguarda il futuro e quindi rimane al momento non verificabile, mentre sul passato occorre essere precisi e stare attenti a non farsi prendere la mano per non cadere in affermazioni non veritiere, altrimenti anche tutto il resto del proprio programma elettorale potrebbe essere sospettato di scarsa credibilità, a discapito del Candidato che lo propone alla cittadinanza.
Comunque, anche senza aver ottenuto il contributo di Barsanti, il busto di Dante è stato restaurato e, in conformità a quanto riportato sulla lastra di ottone posta accanto al monumento, colgo l’occasione per ringraziare quanti si sono prodigati per l’opera di restauro, affinché tutto si conservi e si “possa lasciare a la futura gente” (Par. XXXIII).